Illuminismo: economia e politica


L'uso della ragione e l'approccio critico rivolto alla società potò al rifiuto dell'antico regime e alle istituzione reputate responsabili di quelle condizioni :
-la Chiesa
-la censura
-l'Indice dei libri proibiti

Si affiancò la fiducia nel futuro come storia del progresso e dell'uomo come artefice del proprio destino --> visione ottimistica dell'uomo

Accanto alla diffusione di nuove teorie scientifiche come l'utilitarismo di Bentham, nacquero nuove dottrine economiche:il liberismo e la fisiocrazia.

Innanzitutto l'utilitarismo di Bentham affermava che l'utile della società poteva garantire la felicità. Pertanto è necessario che ogni individuo sia lasciato libero di perseguire propri personali interessi economici.

Negli stessi anni si affermò il liberismo, una dottrina economica che nega l'intervento dello stato e che sosteneva la possibilità di un accordo armonico tra l'interesse individuale e l'utilità collettiva.

Il massimo esponente di questa teoria è Adam Smith con la teoria della mano invisibile, dottrina del libero scambio e della libera concorrenza ("Dall'egoismo individuale nasce il benessere generale")

Smith applicò la teoria liberista al mondo industriale valorizzando il principio della divisione e della specializzazione del lavoro salariato.
Questo mi permetteva di produrre di più.

A porre le basi della teoria liberista erano stati però, in Francia, gli esponenti della fisiocrazia che individuava come fonte di ricchezza l'agricoltura
in cui la natura regolamenta la società, respingendo quindi ogni intervento limitativo da parte dello stato. Il massimo esponente di questa teoria era Francois Quesnay

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