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Governo repubblicano in Francia


La Costituzione viene violata in continuazione dai poteri costituiti. Si deve procedere a nuove elezioni dopo il referendum confermativo. Nel 1796 il tutto avviene abbastanza tranquillamente, e laddove il popolo non si mostra disposto a rileggere i 2/3 dei membri della Convenzione, è lo stesso corpo legislativo a provvedere al completamento del personale. La tornata elettorale del 1797 è più problematica, dato che a prevalere sono i voti degli antirepubblicani, con quasi metà dell’elettorato che non segue il progetto termidoriano di ristabilire l’ordine. Il Direttorio è spiazzato e decide di appoggiarsi all’esercito di Bonaparte, annullando, in quanto irregolari, le elezioni di quei 48 Dipartimenti dove erano prevalsi i deputati monarchici. 73 di essi vengono deportati e viene proclamato lo stato d’assedio. È un colpo di Stato del Direttorio che non accetta il responso elettorale. Nasce la contrapposizione tra esecutivo e corpo legislativo, con il primo che è sostenuto dall’esercito. Ma è un appoggio che non è senza prezzo, quindi si rimane in balia della legge marziale.
Alle elezioni del 1798 sono invece i giacobini a prevalere. Anche in questo caso il Direttorio si oppone con un secondo colpo di Stato. Vengono annullate 150 elezioni e sono nominati dei deputati graditi. Nel 1799 il terzo colpo di Stato, coni giacobini che accusano il Direttorio di essere inefficace e debole, dittatoriale e si riesce a far dimettere anticipatamente alcuni suoi membri. Da ricordare che durante tutto questo periodo ogni anno si cambiava per legge un membro del Direttorio, con ancora maggiore instabilità.
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