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Il concetto di Nazione in Francia


Nella Dichiarazione dei diritti si parla certamente dei diritti del cittadino, ma la si intende in modo che sia in grado di proteggerli dagli abusi del potere pubblico, quindi è inevitabile soffermarsi su quale sia il modo di intendere l’organismo politico che ci stava dietro, cioè la Nazione. Essa viene posta come soggetto titolare della sovranità. È di per sé la società nella sua interezza, quindi anche il Re, il quale però non ne sta al di sopra. È importantissimo definire la sovranità, perché i diritti devono tutelare l’individuo proprio da essa. Attenzione però, qui Nazione è intesa come sinonimo di Assemblea di rappresentanti e come l’insieme dei rappresentanti stessi. Sovrano è chi proprio scrive questa Dichiarazione dei diritti l’unico organo che può farlo. Non si tratta quindi di Nazione come tutto il popolo, non ha caso il documento esordisce: “I rappresentanti del popolo francese costituiti in Assemblea nazionale”, non un “We the people”. La Rivoluzione francese non è in alcun modo popolare. Tale termine, “popolo”, viene utilizzato solo in questa sede e unicamente per indicare l’origine della sovranità, non la sovranità stessa. Si parla poi di diritti inalienabili e sacri dell’uomo, come libertà, proprietà, sicurezza e resistenza all’oppressione, diritto di resistenza che spetta agli individui quando si sentono oppressi da un potere che calpesta i loro diritti naturali. Non compare il termine “Re”, nemmeno quello di “Stato”. Esiste invece la “Società”, che rappresenta ciò che deve essere cambiato e organizzato politicamente. Che cosa sia lo Stato, ancora non è chiaro. È solo stabilito che la sovranità spetta all’assemblea, in quanto comprendente i rappresentanti del popolo. L’unica che ha il potere dunque di dire quali siano i diritti, di ergersi a sovrano. E “Sovrano”, nella letteratura che segue, indica sempre e solo l’Assemblea. Non a caso, a partire dall’Articolo 4 (sono in tutto 17), c’è un continuo rinvio alla legge, cioè al prodotto dell’attività dell’Assemblea. È la legge che sta sopra di tutto, è sovrana. Si parla di “leggicentrismo”. Mai in periodo rivoluzionario l’Assemblea rinuncerà alla propria sovranità, che porrà in tutte le costituzioni che seguiranno. In America invece era stato detto che la Costituzione è la sovranità suprema. In Francia si ha la supremazia della legge, quindi quella dell’istituzione che produce la legge.
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