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L'Atto costituzionale francese e il Consiglio Esecutivo


La seconda parte della Costituzione è l’Atto costituzionale (articoli dopo il 35, ora si conta 1-124), che tratta dell’organizzazione della Repubblica. Il popolo, per esercitare la sovranità, è distribuito in Assemblee primarie di Cantone. Se invece si parla dell’amministrazione e della giustizia, rimane la divisione territoriale precedente. Il popolo nomina direttamente i suoi deputati, ma viene coinvolto anche nel lavoro del corpo legislativo. L’assemblea propone leggi o emette decreti. I secondi sono varati in ambito di guerra, pace, ordine pubblico e suo mantenimento. Le leggi invece vengono discusse dal corpo legislativo e, una volta pronto il testo definitivo, vengono inviate a tutti i Comuni della Repubblica. Essi hanno un ruolo consultivo, approvando o meno a maggioranza i progetti di legge. Si ha quindi la costituzionalizzazione dell’istituto del referendum. Il popolo è sovrano in quanto partecipa alla legislazione, in contatto continuo con i suoi rappresentanti eletti.
Questo rapporto diretto non viene riconfermato nel Consiglio esecutivo che, composto da 24 membri, viene scelto dal corpo legislativo da liste che vengono proposte dai Dipartimenti. È come se si volesse lasciare una certa lontananza tra Sovrano e esecutivo, così che il corpo legislativo sia eventualmente giustificato a mettere in stato d’accusa i membri del Consiglio per comportamento di prevaricazione. Il Consiglio deve soltanto agire in esecuzione delle leggi e dei decreti del corpo legislativo, con ministri non politici ma “attuatori”. In ogni momento deve rispondere del suo operato, e viene rinnovato per metà dopo ogni legislatura.
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