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Il Consiglio degli Anziani e dei Cinquecento


Il corpo legislativo è spezzato, con attenuata rapidità decisionale attraverso un doppio passaggio nell’approvazione delle leggi. Bicameralismo costituito da Consiglio degli Anziani e Consiglio dei Cinquecento, con sempre un totale di 750 membri. È impossibile per il corpo legislativo farsi rappresentare da una sua singola sezione, non potendo nemmeno delegare a nessuno dei suoi membri funzioni attribuitegli dalla Costituzione. Le commissioni non sono allora nemmeno più permanenti. Si è contrari al creasi di competenze specifiche che portano ad accumularsi potere in chi le possiede. Le commissioni vengono sciolte quando l’Aula delibera sull’oggetto di cui sono incaricate.
Il concetto della divisione dei poteri viene riformulato in una determinazione di incompatibilità: il corpo legislativo non può esercitare direttamente il potere esecutivo, neppure quello giudiziario. Ciò viene appunto evitato con l’incompatibilità tra le cariche di deputato e di funzionario pubblico. È previsto che dei 750 membri uscenti della Convenzione almeno 500 debbano essere rieletti nel corpo legislativo, che a sua volta verrà rinnovato ogni anno per 1/3. Ma rimarrà comunque permanente, senza essere mai sciolto e riconvocato.
Bicameralità che si riflette nel fatto che i due rami non possono mai riunirsi insieme. Le leggi sono proposte dal Consiglio dei Cinquecento esclusivamente e una volta approvate prendono il nome di “risoluzioni”, passando alla discussione del Consiglio degli Anziani. Con l’approvazione finale prendono il nome di leggi e possono essere applicate.
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