Il regno di Guglielmo d'Orange


La Gloriosa Rivoluzione ebbe fine nel momento il cui Giacomo II decise di fuggire in Francia, sotto la protezione del re Luigi XIV. A Londra, intanto, il Convention Parliament decise di incoronare la figlia di Giacomo, Maria e suo marito, Guglielmo d'Orange, i nuovi sovrani d'Inghilterra.
Con la salita al trono di Guglielmo d’Orange e di sua moglie Maria, l’Inghilterra diventò una monarchia costituzionale: i re e il parlamento svolgevano dei ruoli ben precisi e nessuno poteva avvalersi di poteri che non sono previsti dalle leggi dello stato. Tali poteri erano definiti dal Bill of Rights (Dichiarazione dei Diritti). Il documento definiva:
libertà religiosa e la fine delle persecuzioni;
il re aveva l’obbligo di convocare il parlamento per discutere delle proposte di legge;
divieto per il re di mantenere un esercito permanente in tempi di pace (cosa che invece era stata fatta da Giacomo II in precedenza);
libere elezioni per i membri del parlamento;
Gli anni del regno del nuovo re furono caratterizzate da numerose riforme che avrebbero avuto un ruolo molto importante per gli avvenimenti futuri. In primo luogo, fu approvato l’Act of Settlement, che garantiva una linea di successione al trono esclusivamente protestante.
Di vitale importanza fu anche il Toleration Act del 1689, che concedeva la libertà di culto ai dissidenti protestanti dalla Chiesa Anglicana (i cattolici, quindi, erano esclusi).
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