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Dagli Stati Generali all'Assemblea costituente (5 maggio-fine ottobre 1789)

Dopo che il re ha inaugurato gli Stati Generali riuniti a Versailles il 5 maggio 1789, subito dopo un duro contrasto tra i rappresentanti dei tre stati intorno alle modalità di voto. Si discute tra il voto per ordini (sostenuto da nobili e clero) e il voto per testa (sostenuto da Terzo Stato), poi la situazione viene sbloccata da un atto di forza: il 17 maggio i deputati del Terzo Stato decidono di abbandonare la riunione comune con gli altri due ordini e di costituirsi in Assemblea nazionale, si riuniscono nella pallacorda e li' giurano di non sciogliersi prima di aver scritto la nuova Costituzione. Di fronte a questo evento il re mantiene un atteggiamento ambiguo: ordina ai deputati di unirsi nell'Assemblea nazionale che dal 9 Luglio cambia diventando Assemblea nazionale costituente. Il nuovo ministro delle finanze del re viene licenziato per cause non note e Parigi viene circondato dall'esercito. La mossa suscita molta preoccupazione intanto il raccolto dell'anno precedente è stato molto scarso e il prezzo di alimentari saliva (soprattutto del pane) il che incrementa rabbia e malcontento. A Parigi scoppia tumulti e disordini.

Il 14 Luglio 1789 uni di questi tumulti si trasforma in qualcosa di significativo: in questa data abbiamo la presa della Bastiglia (una vecchia prigione fortificata) e il comandante viene catturato e decapitato e la sua testa viene portata per la città in segno di trionfo. La via d'uscita, meno traumatica, è quella di convocare gli Stati generali (organo non convocato dal 1614). Il 25 settembre il Parlamento di Parigi chiede che gli Stati generali siano convocati secondo delle regole ovvero facendo  votare l'assemblea per ordini. E siccome gli ordini sono tre ( Nobiltà, Clero, e Terzo Stato) di conseguenza seguendo questo sistema saranno sempre i nobili e il clero ad avere la meglio. Quindi il Parlamento cerca di ostacolare il piano di riforma. Comunque viene stabilito che negli Stati Generali il Terzo Stato (98% della popolazione) abbia un numero di rappresentanti pari alla somma dei rappresentanti degli altri due ordini. Le assemblee elettorali esprimono richieste o manifestano proteste attraverso la redazione di "cahiers de doleance" (quaderni di lamentele) oppure tramite pamphlets (brevi testi stampati con cui si interviene sulle questioni d'attualità).
Un libro pubblicato nel 1789 (Che cos'è il Terzo Stato?) di un abate Emmanuel- Joseph Sieyès sostiene che una vera nazione esiste solo dove tutti sono uguali davanti alla legge e nessun gode di speciali privilegi: questa abate francese dice che mentre il Terzo Stato è espressione della nazione, i nobili e il clero non sono altro che dei puri parassiti (che vivono alle spade dei contadini) per questo è giusto che i rappresentanti del Terzo Stato abbiano una rappresentanza doppia rispetto agli altri due ordini. Quindi è chiara la situazione sociale ( i non privilegiati contro i privilegiati).
Secondo Sieyès la libertà "è un fatto individuale", che chiede quindi un'espressione individuale ovvero il voto per singola testa.
Il re vedendo questo si affretta a conferire di nuovo l'incarico di ministro delle finanze a Jacques Necker; il 17 Luglio decide di mostrarsi a favore della rivoluzione e sembra il primo momento che abbiamo la comparsa sul cappello di una coccarda tricolore: bianca, rossa, blu (che diventerà poi il tricolore della bandiera francese). Sia i nobili che i contadini ricevevano delle notizie false e infondate del tipo: che le bande di briganti al servizio dei nobili stanno per  radere al suolo i villaggi e le case dei contadini oppure che i messaggeri del re stanno eseguendo un suo ordine (cioè che tutti i privilegi feudali siano cancellati). I mezzi per fronteggiare questa emergenza  sono due: da un lato vengono costituiti le milizie della Guardia nazionale; mentre dall'altro l'Assemblea nazionale costituente nella notte del 4 agosto ha deciso la completa abolizione del sistema feudale: vengono aboliti appunto i tributi, dazi, servitù personali e la decima (un tributo da dare alla chiesa e consiste nel dare 1/10 del raccolto, una forma di tassa), i tribunali signorili vengono sciolti, i privilegi aboliti ecc. Si ha l'immagine di un mondo che crolla e uno nuovo che nasce: confermata con l'approvazione della dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino. Il re di nuovo sembra volersi opporre a questi cambiamenti: le sue intenzioni sembrano di fare guerra. Allora i membri dell'Assemblea iniziano a far pressioni sul comandante della Guardia nazionale, Lafayette, affinché si rechi a Parigi. Lafayette esita ma il 5 ottobre succede un evento inaspettato: una quantità di donne (pescivendole, bottegaie ecc) si reca al Municipio per chiedere pane e cercare armi; decidono di dirigersi a Versailles per presentare le richieste all'Assemblea e al re.
Si uniscono a loro 20.000 guardie nazionali di parigi. Il Re non poteva far altro che approvare i decreti del 4 agosto e la Dichiarazione dei diritti, il giorno dopo inseguito ad un'irruzione di persone armate nel palazzo reale il re decide di trasferirsi assieme alla famiglia a Parigi e anche l'Assemblea sposta la sua sede da Versailles a
Parigi.

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