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Dispotismo illuminato


Il dispotismo illuminato è un governo assolutistico in cui il sovrano emanava leggi a favore dei borghesi limitando il prestigio della nobiltà e del clero, con il giurisdizionalismo, che sottrasse tutte le terre al clero.

Con il diritto d'asilo, che sancì protezione dentro i conventi e nelle chiese dalla giustizia e la cultura non fu più gestita dai laici.

Le opposizioni non mancarono in Spagna e in Francia.

Nel 1767 Caterina II di Russia convocò la Consulta in cui sancì leggi a favore:

    della libertà di pensiero,

    abolizione della schiavitù,

    maggiore tolleranza e privilegi economici e politiche nei confronti dei borghesi.


Successivamente ebbe l'opposizione da parte di una sommossa di nobili guidata da Emanuel Pugacev, che Caterina fermò e nel 1785 dovette emanare il codice nobiliare perché non poteva perdere l'appoggio di buona parte del popolo.

In Austria l'imperatrice Maria Teresa attuo politiche di giurisdizionalismo, istituì il catasto, rese la cultura pubblica rendendo obbligatorie le elementari e anche il Terasianum, una scuola per istruire i borghesi alle mansioni di corte e continuò lo stesso operato anche Giuseppe II, che tra il 1797 e il 1798 emano il trattato di tolleranza che sancì la libertà di culto anche agli ebrei e successivamente il codice civile penale che limitò la pena di tortura e abolì la pena di morte(però era riservata per alcune occasioni gravi).

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