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Corti e feste


A Roma tenevano corte molti nobili e cardinali con grande numero di dipendenti costituiti per la maggior parte da personale di servizio ma che spesso comprendeva alcuni intellettuali e artisti. Fu famosa la corte di palazzo Farnese nella quale nel corso del xvi secolo si succedettero il cardinale Alessandro poi papa Paolo in, Pierluigi Farnese e i suoi figli cardinale Alessandro e Odoardo, ed era frequentata da letterati, tra i quali Annibal Caro e lo storico Paolo Giovio. Ma la più brillante, ricca e numerosa era la corte pontificia che era composta dai familiari intimi, dai segretari e altri funzionari che affiancavano sempre il papa, da frequentatori abituali del Vaticano in ragione dell'ufficio o attività, tra i quali letterati e artisti e anche artigiani e curiali in attesa di una promozione o di un incarico. Il papa amava circondarsi di opere d'arte, si faceva rallegrare da tre buffoni, da rappresentazioni teatrali spesso licenziose e da musici di palazzo e si concedeva banchetti e feste chiassose allietate da improvvisatori e perfino da cantatrici. Feste religiose e civili, ingressi di principi e di ambasciatori, cortei e processioni movimentavano la vita della città e contro quelle manifestazioni non raramente si levavano le proteste degli ecclesiastici più rigorosi che avrebbero favorito una maggiore austerità religiosa e civile. Nel 1536 risorse il carnevale che era stato abolito dopo il Sacco, con caccia di tori in piazza del Campidoglio, davanti alla Minerva e a palazzo Farnese, cortei in costume, carri allegorici e storici, giochi e corse a Testaccio. Correvano i giovani, gli ebrei, i vecchi e in Borgo, da ponte Sant' Angelo a San Pietro, fino al pontificato di Pio v correvano i cavalli di Barberia. Nel 1538 furono celebrate con grande fasto le nozze di Ottavio Farnese e di Margherita d'Austria e ci furono banchetti, balli, luminarie, sfilate di carri allegorici, cortei e ricevimenti nella villa di Clemente VII a Montemario, a porta del Popolo e a palazzo Cesi e grandi feste culminate nella maggiore a piazza Navona. Si susseguirono carnevali sempre più ricchi, e memorabile fu quello del 1545 con la partecipazione dell'aristocrazia e delle autorità capitoline e un corteo di tredici carri che esaltavano la grandezza del papa e la vittoria sugli eretici e sui turchi. Nel 1549 i francesi di Roma celebrarono con feste non meno fragorose la nascita del secondogenito di Enrico II.
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