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Lutero, un monaco contro la corruzione della chiesa di Roma


Fino al 1500 le spinte al cambiamento, che pure erano presenti nella Chiesa, non avevano portato a divisioni; la Cristianità restava unita e indivisibile. Fra il 1517 e il 1520, invece, ci fu la rottura: un monaco tedesco, Martin Lutero, attaccò violentemente non solo la ricchezza, l’avidità, la corruzione di molti sacerdoti, ma anche alcuni fondamentali principi di lede.
Martin Lutero (1483-1546) era figlio di una famiglia di minatori. Studiò a Magdeburgo presso una congregazione laica che, ispirandosi a Sant’Agostino, predicava la ricerca di Dio nell’interiorità dell’uomo mediante la meditazione e la lettura diretta delle Scritture e proponeva come ideale l’imitazione di Cristo. Lo stesso Lutero racconta i motivi della sua scelta religiosa: nel 1505, quando era studente di giurisprudenza all’università di Erfurt, un fulmine gli cadde vicinissimo durante un temporale ed egli fece voto a sant’Anna di diventare monaco. Lasciò gli studi di
Le 95 tesi di Lutero, legge e entrò nel convento agostiniano della città. Nel 1517 pubblicò (appendendole alla porta della cattedrale di Wittenberg, la città nella quale insegnava) le Tesi per chiarire l'efficacia delle indulgenze, più note come le 95 tesi h con questa pubblicazione iniziò la controversia con la Chiesa di Roma, che si concluse nel 1521 con la scomunica e l’abbandono dell’ordine sacerdotale da parte di Lutero.
Lutero modificò due punti fondamentali che fino al 1500 erano apparsi intoccabili: 1. mise in discussione la funzione docente della Chiesa attraverso l’introduzione del principio del libero esame; 2. capovolse la funzione della Chiesa come veicolo della grazia attraverso l’introduzione del principio della salvezza in virtù della sola fede.
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