pexolo di pexolo
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Corrente dei politiques

Attorno al problema della convivenza religiosa in Francia cominciano a riflettere degli intellettuali, che si chiedono come sia possibile che un Paese come la Francia non curi i propri interessi internazionali perché occupato al proprio interno in una lotta intestina fra due confessioni religiose, che per altro sono entrambe cristiane e quindi professano gli stessi princìpi morali ritenuti alla base della convivenza civile. Gli intellettuali francesi contestano, vedendola come davvero pericolosa, l’ingerenza spagnola nelle Guerre di religione in Francia: gli spagnoli continuano a finanziare e ad armare la parte cattolica, perciò Filippo II assume un peso forte nelle vicende interne francesi. Gli osservatori ritengono che non si possa mettere a repentaglio l’autonomia dello Stato per motivi religiosi. I pensatori che sviluppano queste riflessioni appartengono ad una corrente di filosofia politica passata con corrente dei politiques, cioè coloro i quali cominciano a sostenere che la politica debba avere un ruolo preminente rispetto alla religione. Non corrisponde alla posizione machiavelliana, in quanto Machiavelli considera la politica amorale, cioè indipendente dalla morale, mentre i politiques sostengono che l’ordine, la pace interna, è un bene più importante della uniformità religiosa: la politica non è amorale, ma non si può distruggere uno Stato per difendere una confessione religiosa, fermo restando che il cristianesimo è la base della convivenza civile e della vita politica dello Stato. Il principale esponente di questa corrente filosofica è Jean Bodin, che nel 1566 pubblica I sei libri della repubblica, tanto famosa da far passare alla storia Bodin come il primo teorico del concetto di sovranità. Quando lo Stato rischia seriamente di sfaldarsi, perché c’è una lotta che non ha fondamenti esclusivamente politici, quello che si vuol far prevalere è l’unità della sovranità: secondo Bodin, la sovranità è il potere di governare un territorio che dev’essere unificato, centralizzato, non si può parcellizzare e non va distrutto, perché si perde l’ordine e il diritto sociale.

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