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La Controriforma cattolica


La Riforma si diffuse anche in Europa, in Svizzera agirono altri due famosi riformatori, Zwingli e Calvino. Le idee di Zwingli diedero inizio ad una guerra civile tra cantoni protestanti e cantoni cattolici conclusasi con la vittoria dei cattolici; Calvino invece trasformò Ginevra nella capitale morale del protestantesimo, egli sosteneva la dottrina della predestinazione affermando che la salvezza di ogni uomo era decisa soltanto da Dio, e inoltre che l’impegno civile e il lavoro onesto erano strumenti per glorificare Dio al pari della preghiera,
In Inghilterra il re Enrico VIII si servì politicamente della riforma religiosa per staccarsi dal controllo di Roma e acquisire i beni ecclesiastici. Usando come movente il suo desiderio di un ennesimo divorzio (non riusciva ad avere eredi maschi) e visto che il papa rifiutava di concedere un altro divorzio, egli si dichiarò indipendente e fece approvare dal Parlamento l’Atto di supremazione (1534) che lo proclamò capo supremo della Chiesa d’Inghilterra, dando vita alla Chiesa anglicana.
La chiesa cattolica, scissa e piena di conflitti, reagì in due modi: si rinnovò internamente e iniziò a reprimere le idee eretiche. In questo periodo ottennero importanza i movimenti che volevano riformare il cattolicesimo 8per es. i gesuiti) che diventarono degli strumenti di propaganda del cattolicesimo. Nel 1542 la Congregazione del Santo Uffizio riorganizzò l’Inquisizione romana (il tribunale che processava gli eretici) e censurò la stampa compilando l’Indice dei libri proibiti e gettando i cattolici europei in uno stato di controllo e terrore. Infine, nel 1545 iniziò il Concilio di Trento che durò 18 anni fino al 1563 in cui vennero ribadite le dottrine cattoliche ed elaborate le linee guida della controriforma.
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