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I conquistadores

La sottomissione delle civiltà del Nuovo Mondo da parte della Spagna fu opera dei conquistadores: si trattava di persone venute in America in cerca di fortuna, nobili impoveriti, avventurieri di ogni genere, criminali veri e propri fuggiti dal loro paese. I conquistatori erano accomunati da uno sfrenato desiderio di arricchirsi, impadronendosi di terre, oro e schiavi, e dalla totale mancanza di scrupoli.
La prima spedizione conquista fu guidata nel 1519 da Hernan Cortés (1485-1547), che sbarcò presso l'odierna Vera Cruz con circa 600 volontari. Nonostante l'esiguità del suo esercito, nell'arco di soli tre anni (1519-22), Cortés si impadronì dell'Impero azteco e spartì tra i suoi uomini i possedimenti dell'aristocrazia azteca.
Nel 1531 gli Spagnoli si impegnarono nella conquista dell'Impero degli Incas. L'impresa, guidata da Francisco Pizarro (1475-1541), si realizzò con relativa facilità: dopo aver saccheggiato Cuzco, i conquistatori fondarono Lima, una nuova capitale in prossimità della costa (1535).

Nel giro di pochi decenni, dunque, la Spagna divenne padrona di un immenso impero coloniale.
Dalle colonie americane giunsero nuovi prodotti, come la patata o il cacao, ma soprattutto enormi quantità di oro e argento. Le importazioni di metallo prezioso durarono fino alla metà del Seicento. I quantitativi massimi furono raggiunti tra il 1580 e il 1630, quando la Spagna poté contare addirittura su più di 2000 tonnellate all'anno di argento.
Insieme alle ricchezze, però, dalle colonie provenivano fondati motivi di preoccupazione, poiché per la monarchia era tutt'altro che facile tenere a bada le iniziative dei conquistatori.

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