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Il colbertismo

Jean-Baptiste Colbert fu nominato ministro da Luigi XIV ma successivamente assunse il ruolo effettivo di intendente del sovrano stesso. Riuscì a riorganizzare le finanze eliminando le spese e arrivando per la prima volta al pareggio del bilancio. La sua posizione dal di vista politico ed economico è definita colbertismo e si legga intimamente al mercantilismo. Lo storico Pierre Deyon scrive "il mercantilismo in Francia" analizzando il rapporto tra mercantilismo e colbertismo. Il colbertismo si concretizza sulla riduzione al minimo delle importazioni, limitate solo le materie prime e Colbert fu capace di dare grande slancio ad alcuni settori industriali tra cui ricordiamo quello delle manifatture regie, l'industria della canapa, del lino e del cotone. Queste floride industrie fecero la fortuna della Francia. Il colbertismo intervenne anche nella riorganizzazione dei trasporti cercando di risollevare l'agricoltura ma in questo settore gli interventi del ministro furono molto limitati a causa delle diverse carestie che colpirono in questi anni il paese e lo storico Deyon afferma che la Francia di questi anni si inserisce in una congiuntura negativa a livello europeo. Secondo Deyon, nelle lettere di Colbert traspare molta amarezza in quanto parla dei limiti dei suoi interventi, sottolinea l'indigenza dei contadini, l’inefficienza del sistema amministrativo e i costosi capricci del re. La nobiltà di toga era parte integrante dell'amministrazione e alla morte di Colbert la Francia deteneva in Europa il primato industriale.
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