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La Chiesa Cattolica dopo il Concilio di Trento

Dopo il Concilio di Trento la Chiesa cattolica, scossa della riforma protestante, aveva deciso di reagire in modo inflessibile contro tutto ciò che poteva minacciare la sua autorità. La chiesa temeva che, lasciando circolare liberamente la teoria di Galileo, prima o poi sarebbe diventato normale criticare le Sacre Scritture e magari anche smettere di obbedire ai comandamenti della religione. Alla fine del Cinquecento il tribunale dell’Inquisizione aveva accusato si eresia il filosofo Giordano Bruno. Al termine di un lunghissimo processo, egli aveva rifiutato di trattare le sue idee e nel 1600, a Roma era stato bruciato sul rogo. Tommaso Campanella, per evitare la condanna al rogo aveva finto di essere pazzo. Riuscì a salvarsi, ma rimase chiuso in un carcere per ventisette anni. Anche il filosofo francese Cartesio, era giunto al metodo di Galileo ma per non correre lo stesso pericolo decise di tenere nascosta la propria opinione. Nei paesi che erano diventati protestanti, gli uomini di scienza poterono esprimere le loro opinioni con maggiore libertà, come fecero il filosofo inglese Bacone e il medico William Harvey. Nel corso del Seicento, nacque una nuova mentalità scientifica, quella che sta alla base della scienza moderna.

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