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Calvinismo: la Chiesa di Ginevra


La chiesa di Ginevra si fonda su due organi di carattere collegiale e democratico, molto distante dalla forma autoritaria della dottrina luterana. I ministri o pastori costituiscono la Venerabile compagnia dei pastori e si occupano dell’amministrazione dei sacramenti e della predicazione dei Vangeli. Il Consiglio generale della città provvede alla nomina del Concistoro, formato dai pastori della città e da dodici laici scelti per la loro autorevolezza e per la loro integrità morale. I compito del Concistoro e il controllo della disciplina ecclesiastica e della moralità dei fedeli. Il Concistoro può comminare l’ammonizione ed eventualmente la scomunica agli indegni. Esso può ricorrere al magistrato civile quando si rendano necessari castighi di ordine materiale, come l’ammenda o il carcere. In casi gravissimi e di immoralità scandalosa o di diffusione di eresie si può arrivare fino alla condanna a morte.
Il fatto che il Concistoro sia formato da una maggioranza di laici impedisce il formarsi di una casta sacerdotale come invece avviene nel cattolicesimo e nel contempo viene rifiutata ogni forma di sottomissione all’autorità dello Stato come invece avviene con il Luteranesimo. Addirittura, il Concistoro ha l’autorità di ammonire lo stesso governo della città qualora le sue azioni siano contrario all’insegnamento del Vangelo e alla morale cristiana.
Calvino voleva fare di Ginevra la città cristiana modello. Infatti ogni aspetto immorale veniva bandito e addirittura erano proibiti il gioco, il ballo, l’abbigliamento lussuoso. Per questo motivo molti esuli, soprattutto francesi ed italiana, si trasferirono nella città svizzera ed ottengono tutti i diritti connessi alla cittadinanza. Addirittura voiene aperta un’ Accademia con lo scopo di preparare i nuovi predicatori che partono per tutta l’Europa per diffondere la Riforma.
I cittadini di Ginevra non esitarono a reagire alle rigide misure moralistiche del Concistoro, col rischio di far scoppiare una rivolta contro Calvino e i suoi sostenitori. Il Concistoro non esitò ad adottare misure violente gli avversari del riformatore ed arrivò perfino alla condanna al rogo, nel 1553, dl medico spagnolo Michele Serveto. In ogni modo, Ginevra diventò la capitale morale di un vasto movimento che piano piano si estese in tutta l’Europa.
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