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Presa della Bastiglia

L’agitazione del popolo francese in seguito alla cattiva politica e alla decisione del re Luigi XVi di schierare le truppe a Parigi, come se non si fidasse dell’Assemblea costituente che era stata istituita, sfocia in una ribellione aperta con manifestazioni di piazza attraverso le quali il popolo chiede di continuare ad introdurre dei cambiamenti: le proteste della popolazione diventano un segnale di assenso all’operato dell’assemblea, in netta contrapposizione con quello che era il giudizio fornito sugli stati generali, ma anche verso il re, per segnalargli che non avrebbero accettato un suo passo indietro o un atto contro l’assemblea costituente. L’atto culminante di tale rivolta è la presa della Bastiglia, simbolo dell’inizio della rivoluzione francese, un carcere dove nei decenni precedenti erano detenuti un gran numero di dissidenti politici ma all’epoca di Luigi XVI vi erano una decina di detenuti per atti comuni, come ad esempio il furto; il carcere era difesa da un piccolo manipolo di soldati ma non fu assai impegnativo prenderlo. Esso fu un atto sostanzialmente simbolico in quanto era sintomo del fatto che la più importante prerogativa reale, ossia quella di incarcerare i dissidenti, non sarebbe stata più tollerata così come non sarebbe stato accettato un monarca assoluto.

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