Insurrezione giacobita del 1715


La corona inglese nel 1714 finì nelle mani del casato di Hannover e il nuovo re prese il nome di Giorgio I di Gran Bretagna. La Gloriosa Rivoluzione, però, non era stata accolta in maniera positiva da tutti i sudditi, specialmente in Scozia. Coloro che sostenevano la monarchia Stuart e volevano, quindi, un re cattolico sul trono, presero il nome di “giacobiti” (da Jacobus, il corrispettivo latino di Giacomo II, il re che aveva dato inizio al tutto). Inizialmente le rivolte furono portate avanti da Giacomo II in persona, che godeva del supporto della Francia. Esse, tuttavia, si rivelarono fallimentari, come le insurrezioni del 1689 – 1692 guidate in Scozia da John Graham di Claverhouse, Visconte di Dundee.
Alla morte di Giacomo, la causa giacobita fu portata avanti da suo figlio Giacomo Francesco Edoardo Stuart, il legittimo erede al trono. Egli è meglio conosciuto come il Vecchio Pretendente per distinguerlo da suo figlio, Carlo Edoardo Stuart, il Giovane Pretendente. Nel 1715 si verificò una nuova insurrezione in Scozia, ad opera del conte di Mar. Anche questo tentativo si rivelò fallimentare, specialmente perché Giacomo Francesco Edoardo Stuart perse l’appoggio francese a seguito di un trattato di pace tra Francia e Gran Bretagna stipulato nel 1716 e in seguito neanche la Spagna fu disposta a sostenere la causa.
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