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Concetti Chiave

  • Filippo II eredita il regno di Spagna nel 1556, includendo territori in Italia, Paesi Bassi e colonie oltreoceano.
  • La gestione del vasto impero è complicata da limiti tecnologici e dall'indole sedentaria del re, che porta a decisioni lente e ponderate.
  • L'amministrazione centrale si concentra a Madrid, con la creazione del palazzo dell'Escorial come sede della corte e delle decisioni politiche.
  • Filippo II istituisce vari consigli per gestire affari di stato, economia e territori, ma la burocrazia complessa rallenta l'operato del regno.
  • Fervente cattolico, Filippo II diventa un sostenitore della Controriforma, collegando la causa religiosa all'espansione della sua dinastia e dell'Inquisizione.

Il regno di Filippo II

La seconda metà del 500 è caratterizzata dal regno di Filippo II, figlio di Carlo V, che acquisisce l’eredità del regno di Spagna nel 1556 con tutti i domini in Italia, Paesi Bassi e colonie oltreoceano.

La gestione del vasto impero

Solo per gestire questo regno vastissimo emersero difficoltà notevoli, dovute non soltanto ai limiti della tecnologia del tempo che impedivano un’adeguata circolazione delle informazioni, ma anche dal carattere del nuovo re. A differenza di suo padre, infatti, che aveva viaggiato tutta la vita, Filippo II era un tipo sedentario. Dopo essersi insediato nel 1561 vicino a Madrid, che con lui diventa la nuova capitale, si fa costruire un palazzo-fortezza dell’Escorial e da qui pretende di amministrare il suo vasto regno senza più muoversi. Inoltre, dedicava ad ogni decisione una cautela e una riflessione tale da guadagnarsi l’epiteto di re prudente. Questa sua scelta di voler decidere con accuratezza tutti gli aspetti importanti dei vari regni, dando vita ad una serie di consigli che valutassero i singoli problemi e le considerazioni da sottoporre al sovrano, affinchè poi questo prendesse decisioni, provocarono una lentezza amministrativa.

La lentezza amministrativa

Una volta prese, le decisioni, infatti, impiegavano settimane o mesi per attraversare il Mediterraneo ed addirittura anni per raggiungere le colonie lontane, inoltre i tempi di percorrenza erano sempre incerti poiché il clima aveva un’incidenza fortissima sui viaggi, perciò nessun progetto né previsione poteva essere stabilita con certezza. Infine la circolazione di uomini e notizie era anche molto costosa, ne deriva che il problema delle comunicazioni e l’indole riflessiva del sovrano, minuziosa nel voler svolgere al meglio la propria funzione, portarono ad una lentezza ed un appesantimento del regno, che era poco dinamico, e questo penalizzò il suo operato.

L'organizzazione burocratica

Dal punto di vista dell’organizzazione burocratica, Filippo istituisce una serie di consigli che affiancano l’operato di corte: dal consejo de Estado, che si occupava della politica generale e degli affari esteri, all’Hacienda Real, preposta all’economia e alle finanze, passando per i consigli dei singoli territori, ossia di Castiglia, di Aragona, d’Italia, e delle Indie. Infine vi sono quelli della Guerra e dell’Inquisizione, quest’ultima infatti, coi suoi 21 tribunali, faceva capo non al papa, bensì direttamente al re, in quanto, fervente cattolico, si impegna nella repressione delle eresie, ereditando dal padre la missione di far prevalere in Europa la chiesa cattolica. Si fa, in questo senso, alfiere, paladino, braccio secolare della Controriforma, collegando il perorare la causa cattolica all’espansione della propria dinastia.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali sfide nella gestione del vasto impero di Filippo II?
  2. Filippo II affrontò notevoli difficoltà nella gestione del suo impero a causa dei limiti tecnologici dell'epoca e del suo carattere sedentario, che portò a una lentezza amministrativa e a difficoltà nella circolazione delle informazioni (testo).

  3. Come influenzava il carattere di Filippo II le sue decisioni politiche?
  4. Il re, noto per la sua prudenza, dedicava molto tempo alla riflessione prima di prendere decisioni, il che rallentava l'amministrazione e rendeva il regno poco dinamico (testo).

  5. Quali organi burocratici Filippo II istituì per gestire il suo regno?
  6. Filippo II creò vari consigli, tra cui il consejo de Estado per la politica generale, l'Hacienda Real per l'economia, e consigli specifici per i territori, la guerra e l'Inquisizione, centralizzando così il potere (testo).

  7. In che modo Filippo II si impegnò nella Controriforma?
  8. Filippo II si pose come paladino della Controriforma, collegando la difesa della Chiesa cattolica all'espansione della sua dinastia, e gestendo direttamente l'Inquisizione per reprimere le eresie (testo).

Domande e risposte

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