pexolo di pexolo
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Vescovi cittadini e pievi rurali

Il vescovo amministrava le diocesi grossomodo come i delegati imperiali governavano il territorio soggetto a una città e promuoveva l’evangelizzazione delle campagne attraverso la fondazione di pievi, cioè di chiese battesimali. Ma la definizione dottrinale del cristianesimo risentì dei culti tradizionali delle campagne, determinando aspetti della religiosità vicini alla sensibilità popolare (culto dei santi e delle reliquie). Le sedi episcopali erano presenti nelle città e ciò comportava, nei territori centro-meridionali costituiti da numerosi e piccoli centri urbani, la fitta presenza di piccoli diocesi, mentre nei territori settentrionali, costituiti da meno centri urbani, poche e grandi circoscrizioni ecclesiastiche; dopo le crisi dei secoli IV-VI, l’insediamento episcopale fu uno dei fattori che maggiormente favorirono la sopravvivenza delle città. Gli episcopati fondati sulle grandi metropoli romane (Roma, Ravenna, Milano) acquisirono una predominanza su quelli delle città minori ed esse presero il nome di diocesi «metropolite». Il primato simbolico del vescovo di Roma, considerato il successore di Pietro, acquisì, attraverso un processo osteggiato dagli altri patriarchi e durato fino al secolo XI, anche una valenza politica.

I monasteri e le campagne


La scelta monastica è singolare e prevede, mossa dal rifiuto del mondo, la ricerca della redenzione attraverso il sacrificio e l’ascesi, concretizzate in stili di vita solitari nei deserti, in cima agli alberi (eremiti “dendriti”) o in cima alle colonne (eremiti “stiliti”). Nel III secolo le prime testimonianze di monachesimo riguardavano l’area orientale dell’impero; nel IV secolo, divenuto il cristianesimo religione di stato, esso si diffonde anche in Occidente ma in forme associate, come il cenobitismo, sulla base di regole che riguardavano tutti gli aspetti della vita quotidiana. In Gallia i monasteri cominciarono a diffondersi dal V secolo soprattutto grazie a Martino, vescovo di Tours, mentre in Italia dalla fine del IV grazie a Girolamo. Benedetto da Norcia, che nel 529 fonda il monastero di Montecassino, organizza la sua comunità in base alla Regola benedettina; il VI secolo segna la massima diffusione del fenomeno. In Irlanda, isola mai assoggettata all’impero romano, il monachesimo attecchisce con particolare facilità grazie alla conformazione sociale delle tribù celtiche.

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