Il Monachesimo

Il fondatore del monachesimo fu Antonio che nato da una famiglia di contadini egiziani, morì all'età di 105 anni dopo averne passati circa 70 come eremita. Al tempo i monaci avevano il ruolo di guida culturale e sociale e Antonio introdusse un tipo di vita fino a quel momento estranea all'uomo: una vita solitaria fatta di digiuni, preghiere, meditazioni e ricerca di Dio ( monaco viene dal greco monos che significa solo)
I monaci furono per i cristiani quello che i filosofi furono per la cultura greca con la differenza che i monaci si dedicavano alla glorificazione della divinità e alla sua contemplazione e non alla scienza.
La vita dei monaci era in netto contrasto con la concezione di vita che avevano invece i greci e i romani che invece ritenevano la vita mondana, cittadina l'unica possibile.
Alcuni monaci arrivarono a forme estreme come Simeone che visse gran parte della vita in cima ad una stele a tutte le intemperie. Questo fu il primo esempio di una serie di “monaci su una colonna.

Un tipo di monachesimo detto anacoretismo (dal greco “tenersi in disparte”) caratterizzo soprattutto monaci dell'Egitto e delle zone orientali dell'Impero.

Il tipo di monachesimo che prevalse nell'occidente era organizzato in cenobi ossia in comunità monastiche dedite alla preghiera.
Il fondatore del monachesimo occidentale fu Benedetto che fondò a Subiaco vicino Roma, dodici piccole comunità monastiche. Nel 529 fondò un'altra comunità a Montecassino dove elaborò la sua Regola
La Regola di Benedetto insiste sul carattere spirituale della vita monastica:
il monastero è una scuola a servizio di Dio
l'abate guida il monaco nella pratica delle virtù cristiane
Fra le virtù cristiane spiccavano obbedienza, silenzio,umiltà e carità
La vita del monaco è scandita da preghiera, penitenza, lavoro. Viene sottolineata l'importanza del lavoro manuale artigiano e agricolo secondo il motto benedettino “ora et labora”. Il lavoro era il mezzo per raggiungere Dio e doveva essere svolto nel migliore dei modi. Piano piano i monasteri divennero piccoli stati negli stati: i monaci erano perfettamente autosufficienti. I monasteri fungevano anche da scuole e cominciarono anche ad avere un certo potere politico, cosa che non piaceva all'imperatore.
I monaci dell'ordine benedettino ebbero anche il merito di salvare molta letteratura antica ( testi sacri o religiosi ma anche opere di autori latini pagani) grazie al loro lavoro di conservazione e ricopiatura delle opere.

I monaci irlandesi

Gli ordini monastici si diffusero in tutta Europa e particolarmente attivi furono i monaci irlandesi. L'Irlanda, mai conquistata dai romani, si era convertita al cristianesimo nel V secolo grazie a Patrizio, un nobile dell'Inghilterra romanizzata.

I monasteri Irlandesi nacquero in una terra non sottoposta alle vicende dell'impero che visse un'età dell'oro tra il V e il X secolo quando invece in Europa si vivevano momenti bui.
Un monaco irlandese, Colombano, nel 614 fondò un monastero a Bobbio in provincia di Piacenza. Questo territorio gli era stato donato da Agilulfo e in seguito la sua importanza crebbe diventando anche un centro rinomato per la sua biblioteca e per il suo scriptorium ( locale in cui i monaci trascrivevano i loro manoscritti). Nel XV secolo la biblioteca di Bobbio andò dispersa e i suoi manoscritti finirono nelle varie biblioteche d'Europa.

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