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Teodolinda

Tra i personaggi longobardi di spicco un posto di rilievo va assegnato alla regina Teodolinda, che svolse un ruolo determinante nella conversione dei Longobardi al cattolicesimo. Figlia del duca Garibaldo di Baviera, venne promessa in sposa al re longobardo Autari nel 588. Racconta Paolo Diacono, storico longobardo, che questi si recò, travestito da ambasciatore, alla corte di Garibaldo, per apprezzare di persona la bellezza della principessa.
Le nozze furono celebrate un anno dopo, quando Teodolinda si rifugiò in Italia per sfuggire ai Franchi che minacciavano il suo paese. Benché entrambi germani, Autari e Teodolinda erano divisi dalla fede religiosa: il primo era ariano, come la maggior parte dei longobardi, la seconda cattolica. Teodolinda entrò en presto in contatto con papa Gregorio Magno che intrattenne con la regina longobarda un fitto rapporto epistolare e le donò copie delle sue opere.

Teodolinda acquisì un grosso prestigio presso i Longobardi. Racconta ancora Paolo Diacono che, alla morte di Autari, i duchi le permisero di mantenere il titolo di regina, lasciando a lei la scelta del futuro sposo e quindi del futuro re longobardo. Non è possibile stabilire in che misura il racconto dello storico longobardo sia veritiero, ma certo esso contribuisce a evidenziare il fascino che la regina sapeva esercitare sui suoi contemporanei.
Secondo la leggenda, Teodolinda avrebbe inviato a corte Agilulfo, duca di Torino, e gli avrebbe offerto esplicitamente la propri mano. Durante gli anni del suo matrimonio con Agilulfo, Teodolinda attuò una politica di conciliazione italica che era cattolica. La regina passò alla storia soprattutto per la sua generosità, per l’edificazione della chiesa di San Giovanni a Monza e per il supporto che insieme al marito fornì al monaco irlandese Colombano, che si apprestava a fondare in Italia il monastero di Bobbio. Lo stesso figlio di Agilulfo e Teodolinda, Adaloaldo, fu battezzato secondo il rito cattolico, mentre Agilulfo preferì restare ariano per non suscitare l’opposizione del popolo.
Alla morte di Agilulfo (616) Teodolinda resse il Regno fino alla maggiore età del figlio. La sua politica di apertura nei confronti dei cattolici (ancora più esplicita dopo la morte di Agilulfo) indispettì però buona parte della nobiltà longobarda e successivamente gli accordi del giovane re Adaloaldo con i Bizantini fecero montare la protesta che si coagulò attorno ad Arioaldo, ariano e duca di Torino. Quando il figlio fu allontanato dal trono (627), ormai estromessa dalla vita politica, Teodolinda si ritirò a vita privata e dopo un anno morì.

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