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L'impero dei Song e i rapporti con i popoli vicini

Il modello rappresentato dallo Stato cinese e dalle sue strutture venne ben presto imitato dagli Stati barbari che andavano affermandosi ai confini settentrionali del paese: cosi fu per il regno dei Kitan (da cui deriva il termine Katai), che intorno al X secolo si unificò sotto Apaoki. Il regno Kitan (chiamato poi Liao) si consolidò fino a giungere, sul finire del secolo, allo scontro con i Cinesi, penetrando nelle regioni settentrionali del paese e costringendo i sovrani son a pagare un tributo in argento e seta e a cedere una piccola striscia di territorio intorno all'odierna Pechino (1005). Questi tributi garantirono però alla Cina la sicurezza dei confini del Nord e la pacifica coesistenza e gli scambi con Liao. Frattanto sorgeva a nord una nuova potenza: gli Jurgi, che attaccarono i Song e nel 1127 si impadronirono della Cina del Nord, dominandola per oltre un secolo con il nome di casata Chin.

I Song, rifugiatisi a sud, riuscirono a contenere la spinta degli invasori, stabilizzando il confine della pianura tra Chang Jiang e Huang He. La capitale, che prima era Kaifeng, divenne Nanchino e in seguito Hangzhou. La politica estera dei Song tendeva dunque a una coesistenza pacifica con quegli Stati militarmente forti che confinavano con la Cina a settentrione. Ciò permise all'Impero cinese di sviluppare la propria economia, sostenuta da importanti innovazioni tecnologiche e dall'ampliamento del sistema commerciale e della rete di comunicazioni. Inoltre venne fondato un Istituto di Cambio che emetteva lettere di credito, valide in tutto l'impero, che favorirono al circolazione di denaro, sotto forma di carta-moneta, aumentando i benefici del commercio.

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