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Sviluppo demografico e innovazioni tecnologiche X-XII secolo

A partire dalla fine del X secolo la popolazione iniziò ad aumentare e questa crescita si potrasse per i secoli XI e XII. Ai frammentati poteri feudali, si sostituirono strutture territoriali nei principali Stati europei quali Francia, Inghilterra e Spagna. La crescita demografica fu costante, e raggiunse i 70 milioni di abitanti nel Continente europeo. Questo radicale cambiamento fu causato soprattutto dalla maggiore disponibilità di terre coltivabili: infatti, nella maggior parte del Continente, aumentarono notevolmente le terre che furono poi sfruttate e destinate all'agricoltura. Questo cambiamento fu dovuto soprattutto allo sviluppo e al miglioramento della metallurgia del ferro, pertanto, vennero introdotti nuovi strumenti e tecniche per le lavorazioni.

Tra le innovazioni tecnologiche si ricordano: l'aratro pesante, di notevoli dimensioni e composto da un ceppo su cui erano fissati tre strumenti: il coltro, che serviva per spaccare e/o tagliare la superficie, un vomere, per aumentare la profondità sulla quale lavorava l'apparecchio, e infine un versoio, ossia una lama che sollevava e rivoltava la zolla. Essendo però l'aratro uno strumento pesante, si richiedeva l'utilizzo di forze animali che fossero in grado di spostarlo senza particolari difficoltà: e, anche per ciò, l'allevamento si diffuse sempre di più, soprattutto per quanto riguarda i cavalli, che erano i principali animali utilizzati per compiere questo lavoro, ed avevano una forza di traino maggiore rispetto ad altri animali come per esempio i buoi.
Parallelamente, si diffusero altre innovazioni tecnologiche: la ferratura degli zoccoli, in modo da evitare il rapido consumo dello zoccolo del cavallo, e il collare rigido, oggetto che permetteva una maggiore forza di traino. Venne anche introdotto il sistema della rotazione triennale, attraverso il quale i contadini diminuirono la superficie di terra incolta a un terzo, coltivando così nei due terzi restanti, prodotti diversi, tra i quali principalmente grano e legumi. Così facendo si ottenne una maggiore distribuzione dei prodotti. Anche i mulini ad acqua e a vento furono un'innovazione di questo periodo, e vennero sfruttati per diversi processi: tagliare la legna, per la produzione della carta, e per la macinazione del grano. Inoltre i mulini si rivelarono anche per l'adattamento alla funzione di follatura, ossia, il processo di immersione di un panno in soluzione basica o acida, e successivamente tirarlo su e sbatterlo: quest'operazione serviva per far sì che i tessuti diventassero più morbidi.

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