pexolo di pexolo
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Salinguerra Torelli, signore di Ferrara dal 1222 al 1240, è presentato da una fonte tutt’altro che neutra, la Chronica parva ferrariensis di Riccobaldo da Ferrara, che appoggia chiaramente Salinguerra e dimostra una forte ostilità verso gli Estensi, che governeranno successivamente la città, portandolo come esempio positivo rispetto agli esempi negativi successivi. Zorzi presenta Salinguerra come primo esempio di esperienza signorile. Riccobaldo da Ferrara lavora nella prima parte della propria vita, in qualità di notaio di corte, sotto la famiglia estense. Ma l’assassinio di Obizzo (1293), da lui attribuito al figlio primogenito Azzo VIII (che poi sale al potere), lo convince a rifugiarsi in esilio prima a Padova e poi a Ravenna. Rientrato nella città natale dopo la morte di Azzo VIII, Riccobaldo compone la Chronica parva Ferrariensis, in cui dedica una descrizione estremamente particolareggiata del Po e delle le sue ramificazioni, considerandolo determinante per lo sviluppo commerciale di Ferrara. Un altro topos dell’opera è l’analisi del ruolo, a suo avviso negativo, avuto dalla famiglia signorile degli Estensi: ad essa riconduce, assieme alle ingerenze commerciali di Venezia, le ragioni della decadenza della città. Sebbene abbia costretto all’esilio i propri avversari, Riccobaldo lo presenta in modo positivo, sostenendo che poi li abbia fatti rientrare proponendogli delle condizioni eque per ciascuna fazione. Grazie alle sue imposizioni, quindi, la città è pacificata.

Bibliografia

Le signorie cittadine in Italia, Zorzi

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