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Le prime forme di potere signorile


Le prime forme di potere signorile si affermano dagli anni ’20 del Trecento, l’età in cui Federico II diviene imperatore (1220): Zorzi lega le due cose soprattutto per le dinamiche che si vengono a creare a causa dei contrasti tra Federico II e il pontefice. Anzitutto, perché almeno alcuni di questi signori erano persone carismatiche che avevano rapporti con Federico II (come Ezzelino da Romano), poi perché i rapporti dell’imperatore con le città dell’Italia centro-settentrionale accelerano la formazione di governi personali (nel 1226 e nel 1331 Federico II convoca due diete, a Cremona e a Ravenna, per mettere pace tra i comuni dell’Italia settentrionale e l’unico risultato che riesce ad ottenere è il rinnovamento della lega lombarda, che era stata formata all’epoca del nonno; a causa del riformarsi di questa lega Federico II revoca i privilegi concessi da Federico I a Costanza nel 1183). Dopo la vittoria nella battaglia di Cortenuova (1237) delle truppe imperiali su quelle della lega ricostituita, Federico II cerca di riorganizzare il regno istituendo dei vicariati imperiali, con a capo dei rettori. Secondo Zorzi è proprio la presenza dei rettori imperiali, in questo caso, e pontifici, nelle zone controllate dal papa, ad accelerare la formazione delle signorie, perché mette in crisi il sistema podestarile; infatti questi rettori parteggiano molto spesso per una delle parti in causa, rispettivamente per la parte ghibellina quelli imperiali e guelfa quelli pontifici.

Bibliografia

Le signorie cittadine in Italia, Zorzi

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