Il palatium: una corte itinerante (la burocrazia e le leggi)

L'imperatore e la sua corte costituivano il palatium (ovvero il palazzo), un termine che non indica in questo caso una specifica residenza ma il complesso di collaboratori che seguiva il sovrano in tutti i suoi continui spostamenti. La stessa reggia di Aquisgrana era infatti solo una delle tante residenza imperiale. L'assenza di una capitale risultava funzionale al progetto politico di Carlo Magno, perché il sovrano, con la sua corte itinerante a seconda delle necessità militari e delle contingenze politiche visitava spesso le varie regioni dell'impero. Il palatium riuniva in sé tutte le funzioni di governo e di amministrazione dello Stato carolingio: un ruolo centrale aveva la cancelleria, dal cui capo, un ecclesiastico dipendeva la tenuta dei rapporti del sovrano con sudditi e alleati. Egli curava infatti la redazione dei documenti e delle leggi che convalidati dal sigillo imperiale erano successivamente inviati in tutte le province; riceveva inoltre le suppliche e le richieste dei sudditi, le sottoponeva al sovrano e se vengono accettate ne curava la combinazione la successiva spedizione mantenendo una copia nell'archivio imperiale.

Altri organi importanti erano il tribunale palatino (retto dal conte Palatino), che gestiva la giustizia in assenza o per delega dell'imperatore, e la camera, l'ufficio che amministrava il patrimonio imperiale e curava l'esazione delle tasse, al cui vertice si trovava il Camerario. Inoltre c'erano il siniscalco, in origine addetto alla mensa divenuto poi sovrintendente del patrimonio demaniale, il bottigliere, responsabile della cantina e delle aziende fiscali del re, è un comes stabuli, ovvero il connestabile responsabile della stalla reggia e del rifornimento di cavalli dell'esercito.

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