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L’espansione del Regno Franco

Alla morte di Pipino il Breve, nel 768, gli succedettero i due figli Carlomanno e Carlo. Il Regno fu diviso tra i due eredi, ma di lì a tre anni la morte di Carlomanno (nel 771) ricondusse tutto il potere nelle mani del solo Carlo, che poi sarebbe stato detto Carlo “Magno” (ossia Carlo “il Grande”): il nuovo re iniziò allora una serie di vittoriose campagne militari, in sui seppe sfruttare il fortissimo apparato bellico creato dai suoi predecessori. Uno dei primi obiettivi dell’espansione franca furono i Sassoni. Attraverso guerre sanguinose, repressioni di rivolte e la conversione forzata al cristianesimo, Carlo riuscì a sottometterli definitivamente nell’804.
Questa conquista permise a Carlo di estendere il suo potere anche sulla Germania settentrionale, con conseguenze di grandi portata storica: proprio in quelle regioni, infatti, sarebbe in seguito sorta la seconda grande dinastia imperiale dopo quella carolingia, ossia la dinastia di Sassonia.

L’espansione del dominio franco verso Oriente culminò invece nella conquista della Baviera e nella vittoria sugli Avari (nel 796), il popolo mongolo che aveva cominciato a premere verso Ovest già dal VI secolo.
In questo modo entravano all’interno dell’organismo politico più importante d’Europa altre aree del continente (che erano esterne rispetto ai confini dell’antico Impero romano) e i confini dello Stato dei Franchi si spostavano verso l’Est popolato dagli Slavi. Ma anche verso Sud Carlo condusse campagne militari contro gli Arabi di Spagna (801-813), più volte interrotte e riprese. I territori strappati agli Arabi, comprendenti la Catalogna e l’importante città portuale di Barcellona, furono organizzati in una zona detta Marca Hispanica di grande importanza strategica, ideata proprio per difendere i confini meridionali del territorio franco.

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