I normanni nell’Italia Meridionale
Fra X e XI secolo l’Italia era molto frammentata sia dal punto di vista territoriale che politico: in Sicilia gli arabi, in Puglia e in Calabria l’impero bizantino, alcune città libere come Amalfi e i domini longobardi di Benevento, Salerno e Capua.
All’inizio del XI secolo gruppi di avventurieri provenienti dal ducato di Normandia si misero al servizio di potenti locali, costruendo piccoli domini indipendenti.
Pochi anni dopo Rainolfo e Guglielmo furono riconosciuti vassalli dell’Impero, Enrico III sperava nel loro appoggio per riaffermarsi nell’Italia meridionale.
I normanni proseguirono le conquiste verso la Calabria bizantina e verso nord fino a scontrarsi con il dominio del papa; infatti nel 1053 sconfissero papa Leone IX facendolo prigioniero.
Il papato scelse una politica di alleanza con i normanni e nel 1059 fu stipulato a Melfi un accordo : i normanni giurarono fedeltà al papa dichiarandosi suoi vassalli e promettendo appoggio militare, mentre papa Niccolò II conferì a Roberto il Guiscardo( uno dei capi) il titolo di duca di Puglia e Calabria, il quale conquistò gran parte dell’Italia meridionale spostando bizantini e longobardi.

Suo fratello Ruggero d’Altavilla tolse la Sicilia agli arabi (1091) .Nel 1130 suo figlio Ruggero II riunì poteri di padre e zio e fu incoronato re. Morì senza eredi e il suo regno passò all’imperatore Enrico VI, marito di Costanza d’Altavilla.
Il regno di Sicilia si distinse per un’efficiente burocrazia, per una perfetta organizzazione finanziaria e per una notevole tolleranza verso religioni e culture diverse che vivevano nei suoi territori.
Però l’aristocrazia terriera accrebbe il suoi potere nei grandi latifondi siciliani e si costituì un rigido ordine feudale che bloccò la nascita delle libere comunità

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