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Mercanti e città nel basso Medioevo

Lo sviluppo dei commerci e la rinascita urbana sono due fenomeni strettamente collegati. Precisato ciò, è indubbio che parlare delle attività mercantili nel basso Medioevo significa parlare delle città, non solo perchè esse si trasformarono nei grandi centri operativi dei mercanti, dalle cui attività traevano ricchezze e potere, ma perchè l'evoluzione istituzionale e l'organizzazione sociale urbana ricevettero un'impronta decisiva dalla componente borghese e mercantile. In questo senso occorre rilevare che l'affermazione di questo tipo di istituzioni corrisponde ad un indebolimento dell'aristocrazia feudale, che fu infatti la classe sociale maggiormente ostile al ceto mercantile. Infine, va ricordato che il termine "borghesia" è spesso sinonimo di "ceto mercantile"; benché, infatti, l'ambito sociale della borghesia basso medievale comprendesse,oltre ai mercanti, anche i banchieri, i giuristi, coloro che praticavano libere professioni e anche alcuni artigiani, ma fu proprio dall'ambito mercantile che la borghesia ricevette le decisive spinte economiche, politiche e culturali che la guidarono nelle sue scelte. Con l'affermarsi della "mercatura" si affermò anche una nuova concezione del tempo, connessa con i ritmi del lavoro mercantile e molto differente dal tempo ciclico delle campagne, che trasforma la vita stessa delle città. Infatti proprio di questa profonda trasformazione troviamo testimonianze nella letteratura e nell'arte figurativa dell'epoca.

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