Concetti Chiave
- I Normanni, guidati da Guglielmo il Conquistatore, conquistarono l'Inghilterra nel 1066, instaurando un controllo centrale attraverso un sistema di castelli e la sostituzione degli Anglosassoni nei ruoli chiave.
- Il censimento del 1086, raccolto nel Domesday Book, rappresenta il primo catasto inglese e dimostra il meticoloso controllo di Guglielmo sulle risorse del regno.
- Enrico II Plantageneto, salito al trono dopo Guglielmo, gestì una complessa situazione di sovranità in Inghilterra mentre era anche vassallo dei re di Francia, creando tensioni tra i due regni.
- In Italia meridionale, i Normanni, sotto la guida di Roberto "il Guiscardo", sfruttarono il caos locale per espandere il loro dominio e acquisire potere militare attraverso un'alleanza con la Chiesa.
- L'accordo di Melfi del 1058 con papa Niccolò II conferì ai Normanni poteri sui territori dell'Italia meridionale, autorizzandoli a liberare la Sicilia dagli Arabi e a espandersi verso l'Impero Bizantino.
Indice
L'espansione normanna in Inghilterra
I Normanni che si erano stanziati in Francia, dal ducato di Normandia si mossero verso l'Inghilterra e verso l'Italia meridionale, dove ebbero successi clamorosi. Nel 1066 il duca di Normandia Guglielmo, detto "il Conquistatore", attraversò il Canale della Manica e dopo aver sconfitto gli Anglosassoni nella battaglia di Hastings, si fece incoronare re d'Inghilterra. All'inizio ci furono molte ribellioni, ma dal 1070 le posizioni di potere, sia laiche sia ecclesiastiche, furono sottratte agli Anglosassoni e rimpiazzate da uomini fedeli a Guglielmo. La supremazia venne garantita da un sistema di castelli che controllavano città e luoghi strategici. Il regno continuò a essere diviso in contee affidate all'amministrazione di uno sceriffo. I Normanni operarono una forte sottomissione dei feudatari al sovrano così evitarono che il feudalesimo degenerasse nel declino del potere centrale, come era successo all'Impero post-carolingio. Il controllo del re era ferreo basti pensare che nel 1086 Guglielmo ordinò un censimento di tutti i beni e di tutte le risorse del regno. I risultati furono raccolti nel Domesday Book, il primo catasto inglese.
Il dominio di Enrico II Plantageneto
Dopo la morte di Guglielmo, nel 1087, sul trono d'Inghilterra salì prima il suo terzo figlio, Guglielmo II, e poi il quarto, Enrico I. Quest'ultimo diede sua figlia Matilde in sposa a un conte, dalla loro unione nacque il re successivo: Enrico II Plantageneto, che sposando Eleonora, duchessa di Aquitania, si ritrovò a capo di un esteso dominio che oltre all'Inghilterra comprendeva i ducati francesi di Normandia, Aquitania, Maine, Angiò e Turenna, a cui si aggiunse nel 1169 la Bretagna. Enrico e i suoi successori si trovarono in una situazione particolare poichè i ducati che possedeva gli erano stati formalmente concessi in feudo dai re di Francia. Pertanto, Enrico al tempo stesso era sovrano in Inghilterra e vassallo in Francia. Questa situazione farà nascere un grave conflitto fra i due regni.
I Normanni nell'Italia meridionale
Dalla situazione di confusione dell'Italia meridionale i Normanni seppero trarre vantaggi, e tra essi specialmente la famiglia degli Altavilla, che conquistarono la contea di Melfi nel 1043, e poi sotto la guida di Roberto "il Guiscardo" si espansero a nord fino a Salerno e ai confini dello stato della Chiesa. Nel 1053 i Normanni affrontarono e sconfissero le truppe pontificie, riuscendo per fino a fare prigioniero il papa. Nell'anno successivo ci fu lo scisma tra la Chiesa di Roma e quella di Bisanzio, destinato a perdurare fino ai giorni nostri. Ma i Normanni compresero bene quali vantaggi sarebbero derivati da un'alleanza con al Chiesa, che godeva di un prestigio spirituale immenso ma che aveva bisogno di un apparato militare adeguato. Nel 1058, quindi, i Normanni stipularono con il nuovo papa Niccolò II l'accordo di Melfi, con il quale si riconoscevano vassalli del papa per i domini dell'Italia meridionale. Era una vera e propria investitura, con la quale la Chiesa affidava ai Normanni i più ampi poteri sui territori dell'Italia Meridionale e li investiva del compito di liberare la Sicilia dagli Arabi, autorizzando anche l'espansione verso i territori bizantini. Negli anni seguenti Roberto tolse ai Bizantini gli ultimi territori che ancora avevano in Italia, nel 1071, e agli Arabi la Sicilia, la cui conquista fu completata con la presa di Noto nel 1091, in cui si distinse il fratello di Roberto, Ruggero. Alcuni decenni dopo i possedimenti normanni in Italia vennero unificati ed estesi da Ruggero II che si venne a trovare a capo di un nuovo potente stato: il regno normanno.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo di Guglielmo il Conquistatore nell'espansione normanna in Inghilterra?
- Come ha garantito Guglielmo il Conquistatore il controllo del suo regno?
- Quali territori controllava Enrico II Plantageneto e quale conflitto ne derivò?
- Come si sono affermati i Normanni nell'Italia meridionale?
- Qual è stata l'importanza dell'accordo di Melfi tra i Normanni e il papa?
Guglielmo il Conquistatore, nel 1066, sconfisse gli Anglosassoni nella battaglia di Hastings e si fece incoronare re d'Inghilterra, avviando un processo di sostituzione delle posizioni di potere anglosassoni con uomini fedeli a lui (testo).
Guglielmo garantì il controllo attraverso un sistema di castelli strategicamente posizionati e un'amministrazione centralizzata delle contee, evitando il declino del potere centrale (testo).
Enrico II controllava un vasto dominio che includeva l'Inghilterra e vari ducati francesi, trovandosi in una posizione di sovrano in Inghilterra e vassallo in Francia, il che generò un grave conflitto tra i due regni (testo).
I Normanni, in particolare la famiglia Altavilla, approfittarono della confusione in Italia meridionale conquistando territori e stabilendo alleanze strategiche, come quella con la Chiesa, per ottenere potere e legittimità (testo).
L'accordo di Melfi del 1058 riconobbe i Normanni come vassalli del papa, conferendo loro ampi poteri in Italia meridionale e autorizzandoli a liberare la Sicilia dagli Arabi, segnando un passo cruciale nella loro espansione (testo).