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Dominio normanno del Meridione Italiano


Con il termine normanni venivano identificate nell’antichità le popolazioni provenienti dalla Scandinavia. Dapprima insediatisi in Normandia, nell’attuale Francia, si stanziarono anche in Inghilterra e in Italia meridionale. Qui si proposero come mercenari a servizio della nobiltà locale, principalmente in Puglia, o anche come servizio di scorta dei Pellegrini in Terra Santa.
Il loro insediamento in Italia Meridionale risale al 1030 con la concessione della di Aversa a un nobile normanno da parte del Duca di Salerno. La famiglia normanna maggiormente influente in Italia era sicuramente quella degli Altavilla, i quali, grazie ad un attenta strategia, riuscirono a prendere il controllo di vaste zone dell’Italia meridionale, tanto di costringere il papa ad allearsi con loro.

L’accordo venne ufficialmente stipulato a Melfi nel 1059, dove di fatto si riconosceva il dominio normanno sull’Italia meridionale e sulla Sicilia, di fatto ancora sotto il controllo arabo, a patto che gli Altavilla si riconoscessero vassalli del Papa. L’unico possedimento sotto il diretto controllo del Papà rimaneva Benevento, quale città pontificia. Prima dell’arrivo dei Normanni il territorio del Meridione era estremamente frammentato, fra zone longobarde, bizantine e città autogovernate; venne imposto uno stato fortemente centralizzato, lontano dal modello carolingio, dove, nonostante il territorio fosse diviso in feudi, governati dai soldati più valorosi, il potere tributario e giudiziario rimanevano sempre in capo allo stato centrale. Caratteristica dello Stato normanno fu l’estrema tolleranza, sia per quanto concerne usi e costumi sia in ambito religioso.
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