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Movimenti ereticali

Lo spirito delle crociate aveva diffuso un'ideale che giustificava l'uso della violenza in nome della lotta contro gli infedeli. Alcuni predicatori, tra cui San Bernardo, sostenevano che il ricorso alle armi fosse uno strumento di salvezza per i peccatori. Tuttavia questo pensiero contrastava con il messaggio evangelico della Chiesa, motivo per cui questi movimenti furono condannati come eretici dalla Chiesa. Intorno all'XI secolo si diffusero alcuno movimenti che predicavano un rinnovamento della vita religiosa: i Cluniacensi e i Cistercensi che si scagliavano contro la corruzione della Chiesa. Questi movimenti furono accusati di eresia e la Chiesa si batté fortemente per eliminarli. Tra i principali movimenti eretici c'era quello dei Catari, essi sostenevano che il mondo era creato da due principi: il bene e il male.
Essi rifiutavano i sacramenti e sostenevano che ogni uomo potesse avere un contatto diretto con Dio, senza l'intermediazione della Chiesa e dei sacerdoti. Inoltre condannavano il matrimonio ed erano vegetariani fino alla morte, per astinenza volontaria. Questo movimento si diffuse soprattutto in Francia, nelle regioni della Provenza, assumendo il nome di Abilgesi. Dura fu la repressione da parte della Chiesa, rappresentata da Papa Innocenzo III, il quale bandì contro di essi una crociata, promettendo il perdono dei peccati a coloro che avessero usato le armi contro gli eretici. Altre misure adottate dalla Chiesa furono: l'inquisizione degli eretici, la confisca dei propri beni, la scomunica per quei signori che l'appoggiarono. La crociata contro di Abilgesi stroncò completamente il movimento e fu così che la Provenza fu liberata dagli eretici.

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