Le Guerre e la tregua di Dio


A partire dall' IX secolo,il venire meno di una forte autorità imperiale determinò lo sviluppo delle signorie locali,cioè l'assunzione da parte dei signori locali di poteri in origine spettanti agli ufficiali pubblici. Nell'ambito del suo territorio,il signore disponeva di poteri fiscali cioè la riscossione delle tasse,militari cioè mantenimento dell'ordine pubblico e giudiziari cioè l'amministrazione della giustizia. Il processo di formazione delle signorie locali è legato all'evoluzione delle curtes:infatti l'assunzione dei poteri fiscali,militari e giudiziari da parte del proprietario di una curtis: trasformò il territorio da lui posseduto in una signoria locale o fondiaria. Il sorgere delle signorie locali segnò un grande cambiamento. Ciò è testimoniato dall'incastellamento,ovvero dal diffondersi in tutta Europa,proprio a partire dal IX secolo,di edifici fortificati,i castelli. Era infatti nel castello che il signore locale viveva. I castelli erano stati costruiti perchè la società del tempo era molto violenta:c'erano ancora invasioni di popolazioni provenienti dall'Europa o le guerre fra i signori rivali. Perciò in caso di pericolo,all''interno delle mura potevano trovare rifugio coloro che dipendevano dal signore. Questo favorì il sorgere di villaggi vicino ai castelli.
Il signore locale deteneva il potere di banno,cioè l'autorità di comandare. Il potere di banno veniva esercitato per mezzo di forze militari che avevano compiti di polizia e consisteva nella riscossione delle tasse,dei dazi e dei pedaggi. La giustizia signorile veniva amministrata attraverso placiti:si trattava di riunioni dei seguaci del signore locale presiedute dal signore stesso o da un rappresentante. Le guerre di questo periodo non vanno immaginate come grandi scontri:si trattava per lo più di lotte tra signori locali. In generale gli eserciti si componevano di qualche migliaio di guerrieri:nella maggioranza dei casi si trattava di fanti,con un'armatura leggera che combattevano a piedi,a cui seguivano i cavalieri protetti dalle loro corazze e a cavallo. Il passaggio degli eserciti era un vero dramma per i contadini perchè significava la distruzione delle fattorie e la devastazione dei raccolti. Dopo lo scontro in campo aperto,iniziava un logorante assedio del castello o della città. L'assedio era interrotto da sporadici attacchi e si concludeva per farne o per un'epidemia oppure a causa di un tradimento. Anche nei periodi di pace,la società feudale era tutt'altro che pacifica. La violenza e la sopraffazione erano all'ordine del giorno soprattutto ad opera dei cavalieri erranti:ne facevano parte i cadetti,i figli minori delle famiglie nobili,coloro cioè che erano esclusi dall'eredità del feudo. Questi cavalieri andavano alla ventura di terra in terra,ponendosi al servizio di qualche signore o abbandonandosi alle rapine e al brigantaggio. Per porre un freno al dilagare della violenza la Chiesa intervenne. Nelle diverse diocesi,i vescovi proclamarono la pace di Dio:un periodo nel quale era proibito,pena la scomunica,l'uso delle armi contro gli inermi.
Con il tempo,questa pratica si ampliò con la proclamazione della tregua di Dio:la proibizione della guerra in un certo periodo,in genere legato a momenti particolari del calendario religioso,come la Quaresima. E' facile immaginare come queste paci e tregue di Dio non sortirono grandi effetti. Furono però fondamentali per la nascita dell'ideale cavalleresco,secondo cui la virtù guerriera non consisteva solo nell'abilità militare e nel coraggio,ma doveva ispirarsi all'onore,alla lealtà e alla cortesia,ed essere posta al servizio della Chiesa e degli elementi più deboli della società,come le donne o gli orfani. Il sistema curtense era un sistema economico basato sulla curtis. La curtis era una grande azienda agricola,di proprietà di un signore. Il vassallo doveva obbedienza e aiuto militare al suo signore. In cambio,il signore doveva proteggere il suo vassallo con tutta la forza militare di cui disponeva. La signoria fondiaria,cioè un territorio su cui il signore esercitava dei poteri pubblici. Nell'ambito del suo territorio,il signore disponeva infatti di poteri:fiscali ovvero la riscossione delle tasse,militari il mantenimento dell'ordine pubblico,giudiziari l'amministrazione della giustizia. Per incastellamento si intende il diffondersi in tutta Europa,a partire dal IX secolo,di edifici fortificati,i castelli.
Il castello aveva la funzione di abitazione del signore locale e della sua famiglia. Inoltre,in caso di pericolo,al suo interno potevano trovare rifugio coloro che dipendevano dal signore. Nel IX e nel X secolo l'Europa fu attaccata: a sud dai Saraceni,che arrivavano dall'Africa;a nord dai Normanni che arrivavano dalla Danimarca e dai paesi scandinavi,a est dagli Ungari che arrivavano dall'attuale Ungheria. I Saraceni organizzarono alcune basi lungo le coste del Mediterraneo,da qui partivano per le loro incursioni. I Normanni facevano brevi incursioni costiere,per poi arrivare a conquistare il territorio come nel nord della Francia. Gli Ungari attuavano spedizioni veloci e devastanti che non portavano a stanziamenti stabili. Inizialmente i feudi concessi al vassallo,dopo la morte del vassallo venivano restituiti al signore che lo aveva concesso. Con il tempo però i feudi rimasero sempre più spesso nelle mani degli eredi del vassallo. Per rafforzare il proprio potere,l'imperatore Ottone I cominciò ad affidare alcuni feudi a dei vescovi perchè i vescovi non potevano avere dei figli legittimi. Di conseguenza,alla loro morte il feudo ritornava all'imperatore. Si trattava dei vescovi-conti:il nome sottolineava il fatto che erano insieme vassalli del sovrano e membri della chiesa. A Cluny,in Francia,venne fondato l'ordine cluniacense,questi monaci si impegnarono a rispettare pienamente le regole del monastero e della vita religiosa. Sempre in Francia venne fondato l'ordine certosino,questi monaci passavano gran parte delle giornate in preghiera nell'isolamento della cella. L'ordine cistercense invece dava grande importanza al lavoro manuale,per questo le abbazie cistercensi divennero centri all'avanguardia nella coltivazione dei campi. La dichiarazione del papa,con la quale Gregorio VII nel 1075 aveva affermato la superiorità del pontefice su qualunque altro potere,non venne accettata dall'imperatore Enrico IV. Si scatenò così uno scontro fra papa e imperatore -chiamato lotta per le investiture- che durò molti anni. Il punto centrale del conflitto era decidere a chi spettava l'autorità di nominare i vescovi-conti. La lotta per le investiture si concluse con il concordato di Worms,secondo il quale al papa spettava il diritto di nominare i vescovi e all'imperatore spettava la concessione di un feudo ai vescovi.
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