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La definizione di Medioevo

Per gli uomini medievali il Medioevo non esisteva: questo termine infatti venne coniato solo nel XVI secolo dagli intellettuali del Rinascimento per indicare l' "età di mezzo", la media aetas, cioè l'epoca compresa l'età classica greco-romana e il loro tempo. Fu Giorgio Vasari, autore della Vita dei più eccellenti pittori, a concepire la storia divisa in tre parti, Antichità, Medioevo, Età moderna I rinascimentali davano al Medioevo una connotazione negativa: un'epoca barbarica, caratterizzata dalla superstizione e dal pregiudizio, iniziata nel 410 con il sacco di Roma e terminata nel 1453 con la caduta di Costantinopoli. In origine, dunque, il termine Medioevo più che una definizione era un giudizio: serviva a indicare un'età che era sentita come decadente, arretrata e incivile, da cui si voleva "rinascere" per tornare alla grandezza della civiltà classica.

Nonostante la ricerca storica l'abbia oggi rivalutato, il Medioevo ha risentito a lungo della cattiva fama con cui gli intellettuali del passato lo avevano presentato. In realtà questo giudizio era profondamente ingiusto e pur senza cadere nell'esaltazione, va precisato che il Medioevo fu un'età ricca di innovazioni in tutti i campi delle attività umane. Si pensi alla nascita delle lingue e delle letterature europee, alla formazione dei primi regni nazionali, allo sviluppo economico che fu all'origine della borghesia e del capitalismo. La storiografia contemporanea, dunque, utilizza le denominazione Medioevo, ma senza l'originaria connotazione negativa. Secondo la periodizzazione più diffusa, per medioevo si intende l'epoca che va dal 476, l'anno della caduta dell'Impero romano, al 1492, la scoperta dell'America, che apri' una nuova era. Inoltre si è soliti distinguere fra Alto Medioevo, il periodo che va dal 476 al 1000, e Basso Medioevo, il periodo che va dal 1000 al 1492.

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