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Matilde di Canossa: ruolo e personalità

Matilde di Canossa, nata forse a Mantova nel 1046, era figlia di Bonifacio di Canossa, da cui aveva ereditato la Toscana e buona parte dell’ Emilia e di Beatrice di Lotaringia, da cui le veniva un vasto patrimonio in Lorena, in Lussemburgo e l Reno, nonché numerose abbazie e foreste. Per questo motivo Matilde di Canossa era titolare del più grande feudo d’ Italia e tra i più importanti dell’ Impero. Essa è rimasta nella storia per l’episodio di Canossa che vide l’Imperatore Enrico IV umiliarsi davanti a Papa Gregorio VII, pur di ottenere la revoca della scomunica. Nell’italiano moderno abbiamo l’espressione “andare a Canossa” per indicare qualcuno che è costretto a fare ammenda. Donna di potere, al centro di uno scontro epocale fra due poteri, Matilde di Canossa fu oggetto d’esaltazione da una parte (chiamata figlia di Pietro, ancella del Signore) e di denigrazione dall’altra (accusata di essere una meretrice, amante di Papa Gregorio VII).
Costretta per motivi politici a sposarsi prima con Goffredo, suo fratellastro, detto il Gobbo e successivamente con Guelfo di Baviera, di 19 anni, mentre lei ne aveva 42, aveva una personalità molto forte, soprattutto se si pensa all’epoca in cui è vissuta in cui le donne, pur essendo nobili, costituivano solo delle pedine. Era una donna di potere, decisa all’azione e soprattutto capace di individuare l’attimo giusto per agire di conseguenza. Era molto devota alla Chiesa, ma tale devozione le costo molto perché molti suoi vassalli, come la città di Lucca le si ribellarono, schierandosi dalla parte dell’ Imperatore.
Nel conflitto che oppose Enrico IV a Gregorio VII non rimase come une semplice spettatrice; infatti, ne seppe approfittare per ingrandire il suo feudo annettendo prima Ferrara e successivamente Prato. Nei confronti dei suoi sudditi non mantenne mai un comportamento dispotico; infatti era sempre pronta a sostenere i deboli che si rivolgevano alla sua autorità per essere sollevati dall’oppressione e dalla vessazione esercitate su di loro dai piccoli feudatari.
Malgrado il diritto feudale vigente, alla sua morte (1115) Matilde lasciò la Chiesa erede assoluta dei suoi beni. Questo provocò un lungo contenzioso che si trascinò per tanti anni.
La tradizione vuole che il più grande desiderio di Matilde era di veder le donne essere ammesse al sacerdozio. Gregorio VII le avrebbe allora promesso che, se avesse costruito cento chiese, sarebbe diventata sacerdote. Purtroppo arrivò a costruirne 99 e a causa della morte non potette andare oltre
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