Ominide 7040 punti

L'Italia dai Comuni alle Signorie


Nel Trecento l’Italia era suddivisa in tanti Comuni, ognuno dei quali controllava anche il territorio circostante. I Comuni però, organizzati come piccoli Stati, spesso erano in guerra con le città confinanti. Anche al loro interno vi erano dei conflitti: i vecchi signori feudali erano in lotta con il ceto della borghesia, che diventava sempre più importante; gli operai e gli artigiani chiedevano migliori condizioni di vita e la possibilità di partecipare al governo; la popolazione, stanca delle continue guerre, desiderava la pace. In questo clima di grandi tensioni, i cittadini più forti di ogni Comune riuscirono a imporsi come “ signori” delle città. Spesso essi governavano a vita e, alla loro morte, il governo passava ad altri membri della famiglia. Fu così che, alla fine del Trecento, in Italia le Signorie ereditarie subentrarono alle vecchie organizzazioni comunali. Le più potenti famiglie di signori erano i Medici a Firenze, i Visconti e gli Sforza a Milano; gli Estensi a Ferrara, i Gonzaga a Mantova , gli Scaligeri a Verona. Con il trascorrere del tempo, alcune Signorie estesero il loro dominio ai Comuni circostanti, ampliando i loro territori fino a trasformarsi in Stati regionali. Alla fine del Quattrocento erano cinque gli Stati italiani più importanti: il Ducato di Milano, la Repubblica di Venezia e quella di Firenze, lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli.
Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email