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L’Italia afflitta da epidemie e carestie, intere regioni si spopolarono e la foresta guadagnò terreno; nelle città si ridusse il numero di abitanti.
Il popolo dei Longobardi era un aggregato di tribù, che aveva attraversato tutta l’Europa. E nel V secolo si era insediato in Pannonia. Quando però la loro posizione si fece difficile per la pressione degli Avari, i Longobardi migrarono verso l’Italia.
Nel 568 sotto la guida del re Alboino, si mossero verso l’Italia un grande numero di guerrieri. Dopo aver conquistato gran parte dell’Italia centro-settentrionale e altre città, pose la capitale a Pavia ma poco dopo fu assassinato. La stessa sorte toccò al suo successore Clefi.
Dopo la morte di Clefi per 10 anni i Longobardi furono guidati da capi militari, chiamati duchi. Essi, gelosi della loro autonomia, per molto tempo evitarono di far eleggere un sovrano che succedesse Clefi. Per contrastare i bizantini elessero re Autari che mise fine al disordine , alleandosi con il duca Bavari, che gli diede in moglie Teodolinda. Dopo la sua morte venne eletto re Agilulfo; sposò la vedo di Autari che siccome era cristiana, con l’aiuto di Gregorio Magno riuscì ad avvicinare al cattolicesimo i longobardi. Successivamente venne eletto re Rotari che emanò un editto che si basava su due principi:

• I delitti di sangue: sostituiva la faida con il guidrigildo, il pagamento di una somma di denaro per la violenza subita.
• La distinzione tra liberi e servi: il servo che avesse ucciso il suo padrone o un uomo libero sarebbe stato condannato a morte. Se fosse stato il contrario avrebbe dovuto pagare un guidrigildo.

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