L'invenzione dei numeri

Anche per l'uso dei numeri l'Occidente deve molto alla cultura araba: mentre i Cinesi per indicare i numeri usavano dei trattini e i Greci facevano ricorso alle prime lettere dell'alfabeto, gli arabi introdussero l'uso delle cifre, quelle che noi usiamo ancora oggi e che vengono dette impropriamente arabe, poiché in realtà sono di origine indiana.

Un astronomo indiano, infatti, chiamato a Baghdad per tradurre delle tavole astronomiche, trasmise agli Arabi il loro sistema di numerazione.
Una tappa fondamentale fu poi la scoperta dello zero, anch'essa realizzata dagli scienziati indiane sin dal terzo secolo avanti Cristo. Si trattava di una rivelazione rispetto ai sistemi usati fino ad allora perché con quei dieci piccoli simboli si poteva scrivere qualsiasi tipo di numero, per quanto grande esso fosse.

Gli arabi compresero subito i grandi vantaggi del sistema di numerazione indiano; un grande matematico arabo adottò i nuovi simboli in un famoso trattato, il cui titolo abbreviato, al-Giabr (che significa "arte delle soluzioni"), diede il nome al ramo della matematica che chiamiamo oggi algebra. In Europa l'uso dei numeri arabi fu introdotto nel 1200, dal commerciante pisano Leonardo Fibonacci.

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