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L’imperatore dal naso tagliato

Se l’Impero bizantino riuscì a superare un periodo tremendo, respingendo l’assalto di Slavi e di Persiani, e poi opponendosi come una diga all’alluvione araba, lo si dovette in buona parte all’opera di alcuni personaggi energici e feroci che presero in mano lo Stato nell’epoca più buia: questi non erano i fiacchi imperatori dell’ultimo periodo dell’Impero d’Occidente, ma personalità anch’esse quasi barbariche. Uno di loro u Giustiniano II, ultimo discendente della dinastia di Eracleio, che divenne imperatore nel 685. Egli non governava chiuso nella sua reggia, ma alla testa dell’esercito; fu un formidabile generale, che ottenne varie vittorie nei Blacani e in Asia Minore, contro Bulgari e Arabi. Praticò su larga cala una politica di colonizzazione: contadini e prigionieri di guerra erano insediati, in cambio del servizio militare, nelle terre espropriate ai grandi proprietari terrieri. Giustiniano II deportò in Asia Minore 30 000 prigionieri di guerra dal Libano. Questi provvedimenti rafforzarono molto il potenziale militare dell’Impero e diedero impulso all’agricoltura.

I metodi dispotici di Giustiniano II però gli procurarono molti nemici tra l’aristocrazia; tra l’altro, entrò pesantemente in dispute religiose e teologiche e arrivò a far deporre ed esiliare il papa. Fu così che nel 695, dopo dieci anni di regno venne detronizzato da una congiura che portò al potere il generale Leonozio. I ribelli lo catturarono e gli tagliarono il naso. A Bisanzio, queste mutilazioni erano effettuate per rendere evidente l’impossibilità di governare da parte di chi le subiva: a questo scopo si praticavano anche l’accecamento e l’evirazione. Successivamente Giustiniano fu esiliato a Cherson, una base bizantina vicino alla Crimea. L’usurpatore Leonozio venne a sua volta deposto da un altro militare, Tiberio, ma eppure costui riuscì a fermare gli Arabi, che conquistarono Cartagine e, poi, passando attraverso l’Africa, raggiunsero la Spagna, dove in pochi anni si sarebbero insediati. Furono eventi epocali: risale a questo periodo l’islamizzazione dell’Africa settentrionale.
Malgrado la terribile mutilazione, il deposto imperatore Leonzio, non si era rassegnato al suo destino. Riuscì a eludere la custodia e si rifugiò presso i nomadi delle steppe; qui si convinse il khan locale a convertirsi al cristianesimo e a dargli in sposa la figlia, che prese il nome greco di Teodora. Inseguito anche lì dagli emissari imperiali, l’imperatore dal naso tagliato ( al suo posto indossava una protessi d’oro) dopo mille avventure raggiunse i Bulgari e convinse il loro re a offrirgli aiuto militare; in cambio, gli avrebbe attribuito la dignità di Cesare, che non aveva nessun valore pratico ma rappresentava un riconoscimento per il capo di un popolo che si era appena affacciato alla storia. Accompagnato da un contingente bulgaro, Giustiniano arrivò sotto le mura di Costantinopoli. La città era inattaccabile da parte di un esercito così ridotto, e l’imperatore (che i bizantini avevano soprannominato “rinotmeto”, cioè “dal naso tagliato”) venne accolto da scherzi e lazzi da parte dei soldati che sorvegliavano le mura. I suoi nemici non avevano però fatto i conti con il suo eccezionale coraggio. Accompagnato da un gruppo di volontari, Giustiniano s’intrufolò in città passando attraverso i tubi dell’acquedotto, qui i suoi partigiani si sollevarono e in breve Costantinopoli cadde nelle sue mani.
Questo avveniva nel 704, dopo quasi dieci anni di esilio. La vendetta di Giustiniano fu terribile. I due suoi predecessori, Leonzio e Tiberio, furono uccisi; il patriarca, reo di averli incoronati, fu accecato e un’ondata di repressione attraversò l’Impero: anche al patriarca di Ravenna furono strappati gli occhi.
Il secondo regno di Giustiniano II fu caratterizzato da un atteggiamento sempre più tirannico e violento, da una catena di vendette spietate e da crescenti difficoltà nella resistenza contro gli Arabi. Alla fine nel 711, una nuova rivolta militare capeggiata dal generale Filippico Bardanes si estese sino a Costantimopoli. Giustiniano II fu deposto e questa volta ucciso tra il giubilo della popolazione. Moriva così uno degli imperatori più valorosi ma anche sanguinari, di tutta la storia bizantina.

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