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La guerra dei cent’anni


Le cause della guerra sono di ordine politico, economico e dinastico.
Sul suolo francese esistevano da tempo dei feudi inglesi e questo creava dei forti attriti fra Francia ed Inghilterra anche se all’inizio del XIV secolo essi erano stati ridotti al solo sud-ovest.
Inoltre l’Inghilterra non vedeva di buon occhio che la Francia imponesse la propria autorità nelle Fiandre perché questa regione costituiva un eccellente mercato per le esportazioni di lana inglese.
Esisteva anche una motivazione di tipo dinastico. Alla morte di Filippo il Bello, il trono era passato naal nipote Filippo VI di Valois, ma anche il re inglese Edoardo III avanzava dei diritti sul trono francese in quanto nipote del defunto re per via materna.
All’inizio un imponente esercito inglese sbarcò in Francia, vinse i Francesi a Crécy e si impadronì di Calais, città importante perché trovandosi proprio di fronte all’Inghilterra, consentiva di far passare con facilità uomini ed armi sul suolo nemico. Dopo la successiva sconfitta di Poitiers, si arrivò alla Pace di Brétigny: Edoardo III rinunciò alle sue pretese al trono di Parigi ed in cambio ottenne di tenere sotto controllo quasi un terzo del suolo francese. Inoltre, il re di Francia, che era stato fatto prigioniero, venne liberato contro il pagamento di importante riscatto.
Sotto il regno di Carlo V, i Francesi riescirono a cacciare gli Inglesi da quasi tutta la Francia grazie alla tecnica del logoramento progressivo del nemico e alla riorganizzazione dell’esercito.
Sotto il successore, Carlo VI, la Francia piombò di nuovo nel caos perché il re era ancora minorenne e successivamente venne colto dalla follia. Di tale situazione ne approfittarono i vari rami della famiglia reale per impossessarsi del trono. Si ebbe così la contrapposizione fra i Borgognoni e gli Armagnacchi e grazie ai primi le truppe inglesi invasero di nuovo la Francia ed arrivarono ad occupare Parigi: il re d’Inghilterra si assicurò il trono francese mentre al futuro Carlo VIII, erede dei Valois furono riservati soltanto i territori a sud della Loira.
Fu a questo punto lo spirito nazionale si fece strada grazie all’intervento di Giovanna d’Arco che, ispirata da Dio, alla testa dell’esercito sconfisse gli Inglesi che stavano assediando Orléans (1429). Da questa vittoria parti una riscossa francese che si concluse del 1453: gli Inglesi furono cacciati definitivamente dal suolo francese e conservavano solo Calais. Giovanna d’Arco non poté assistere alla vittoria perché fu catturata dagli Inglesi e bruciata al rogo come eretica e strega. Con la vicenda di Giovanna d’Arco inizia uno stretto collegamento fra la religiosità popolare ed il potere reale.
Per la Francia, la guerra dei Cento anni ebbe conseguenze positive perché rafforzò notevolmente il potere monarchico nei confronti della nobiltà. Invece, in Inghilterra, la sconfitta aggravò la già esistente lotta fra fazioni rivali della nobiltà e la successione al trono (visto che nel frattempo il re Enrico VI aveva dato segnali di squilibrio mentale) fu contesa fra i Lancaster e gli York. Tale guerra fu anche detta Guerra delle due rose, dall’emblema delle due famiglie nobili. Il conflitto terminerà nel 1485 con l’avvento al trono di Enrico VIII, dei Tudor.
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