Le città costiere


La via più importante del commercio medievale era il Mediterraneo, e la favorita era l'Italia (per la sua posizione geografica) e tra il IX e il X secolo alcune città fecero del commercio la loro attività principale e per paura di perdere i guadagni vollero autogovernarsi, si costituirono quindi in repubbliche (marinare)(piccoli stati autonomi) e le più importanti furono: Amalfi, Venezia, Pisa e Genova.

Si richiedevano stoffe, spezie, pietre preziose... e i mercanti italiani le acquistavano dagli scali orientali e i rivendevano in occidente, ma le città marinare furono anche un punto di contatto culturale tra Europei, Arabi e Bizantini e in occidente insieme alle merci sono arrivati anche i numeri arabi e la bussola.

Venezia


Le origini risalgono al VI secolo, quando gli abitanti della terra ferma si rifugiarono sugli isolotti della laguna paludosa per sfuggire all'invasione longobarda, inizialmente vivevano sfruttando le risorse naturali (pesca e la produzione di sale) poi passarono al commercio e nel VIII secolo ha conquistato il primato mercantile sul Mare Adriatico, e la produzione di sale era la più importante ricchezza (sefviva per conciare le pelli. Conservare i cibi, alimentare il bestiame) e coltivavano anche il grano, e i guadagni erano così tanti che fu definita "città d'oro dell'Occidente".

Venezia dipendeva dall'impero bizantino, il cui rappresentante era chiamato dux e quando diventò autonoma del XI secolo mantenne il ricordo di questa antica magistratura e apposto del dux c'era il doge che era la massima autorità cittadina affiancato da un'assemblea elettiva il Maggior Consiglio, e un organo esecutivo, il consiglio dei Dieci.

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