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Appunti sul feudalesimo


Feudo

da feud, la terra data in cambio della fides da parte
Se immaginiamo un signore assoluto che con la forza delle armi esige quello che vuole da una massa di contadini disarmati alla sua mercé, stiamo facendo un brutto sogno.

Sfatare un mito

All’interno dei feudi, molto vari per estensione e importanza strategica, permanevano i vari tipi di proprietà che conosciamo dal Codex di Giustiniano: l’allodium, cioè la proprietà privata pura e semplice, che il signore stesso poteva detenere; il mansus, cioè una porzione di terra che il signore concede dietro pagamento di un canone e che può passare di padre in figlio; terre donate a seguito di un rapporto di vassallaggio, che si chiamano vassi.
Questi rapporti di proprietà il signore era tenuto a rispettare. Era più un arbitro della dispute e un responsabile della sicurezza del territorio che non un padrone delle vite di chi viveva entro il suo feudo.

Un concetto fondamentale

Re Carlo e i suoi successori, re dei Franchi e imperatori del Sacro Romano Impero, non spartivano terre disabitate o frutto di conquista; potevano anche farlo, ma nella stragrande maggioranza dei casi il giuramento feudale, una celebrazione altamente spettacolare ma anche dotata di valore giuridico, dava un ordinamento politico e religioso a rapporti di forza già stabiliti nel territorio. Monasteri, vescovi, signori locali, famiglie importanti ricevevano in forma di feudo il territorio che già controllavano. Ciò dava loro la possibilità di avere l’aiuto imperiale in caso di ribellioni ma a loro volta li assoggettava al dovere di fornire uomini per le campagne del re e di ospitare lui e i suoi nobili quando passassero nel suo territorio.
Al signore spettava la giurisdizione: in assenza del re, che in molte regioni dell’impero passò una volta sola in quarant’anni, il signore faceva osservare le leggi e teneva in ordine vie di comunicazione e strutture difensive - questo specialmente nelle zone confinanti con stati nemici, dette marche (da cui marchese e il nome della regione italiana delle Marche).

Sappiamo già che nell’Alto Medioevo consuetudini barbariche, leggi ecclesiastiche e diritto romano formavano un panorama giuridico variegato e complesso; il sistema feudale non era soggetto a regole così rigide e uniformi e i rapporti tra signore e abitanti del feudo, ma anche tra signore e re, variavano da zona a zona. Gli studiosi moderni dubitano che alla parola feudalesimo si possa dare un significato unitario, viste le enormi trasformazioni che il concetto ha subito nel corso dei secoli. La nozione di feudalesimo che si è impressa purtroppo nell’immaginario popolare - un tiranno che a livello locale fa quello che gli pare - è più adatta a descrivere il tardo feudalesimo, quello dei secc. XII-XV, contrassegnato da rapporti economici molto duri e da una contrattualizzazione dei diritti e doveri dei soggetti coinvolti
I titolari di feudi non erano sempre e soltanto guerrieri nobili. Il feudo era un rapporto di fedeltà politico-morale ritualizzato che stringeva il re a un soggetto che poteva anche essere ecclesiastico - un vescovo, un monastero, una chiesa -, etnico - un gruppo di abitanti di un luogo -, collettivo - il governo di una città.
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