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Le diverse classi sociali feudali


I nobili feudatari, costituivano la classe sociale più elevata e avevano un grande potere. Ogni bene, la terra, i boschi, i pascoli e perfino la cacciagione e l’acqua appartenevano ai feudatari. Essi si comportavano come sovrani: riscuotevano le imposte, amministravano la giustizia, arruolavano uomini alle armi. La loro attività principale era pero la guerra, alla quale partecipavano come cavalieri accompagnati dai loro vassalli. Un’altra classe sociale molto importante era il clero, composto da vescovi, monaci e abati. Essi disponevano fi grandi proprietà terriere e traevano la propria ricchezza dal lavoro dei contadini. La stragrande maggioranza della popolazione era invece costituita dai soloni, i quali erano praticamente privi di diritti. Senza il permesso del padrone delle terre su cui lavoravano, essi non potevano abbandonare la tenuta e nemmeno sposarsi. Con il tempo furono chiamati servi della gleba e loro condizione venne sempre più simile a quella degli schiavi. Un ceto a parte formavano gli artigiani, che fra tutti i lavoratori erano quelli che godevano di migliori condizioni di vita. Nel mondo chiuso del feudo, infatti, attività come quelle del sarto, del falegname o del fabbro venivano molto apprezzate. I coloni provvedevano al loro mantenimento coltivando un podere, che però non era di loro proprietà. Essi infatti pagavano al loro signore un affitto in natura, cioè non con denaro ma con ciò che producevano e con giornate di lavoro chiamate corvees. Le loro condizioni di vita erano assai misere e il lavoro molto duro. I coloni potevano tener per se soltanto un parte dei raccolti e bastava un’annata cattiva per ridurli alla fame. Uno dei pochi passatempi delle famiglie contadine consisteva nel ballare e cantare sul sagrato della chiesa, la domenica dopo la messa.
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