Video appunto: Conte Verde (Amedeo VI di Savoia) - Biografia

Il Conte Verde



Con l’appellativo di Conte Verde viene indicato Amedeo VI di Savoia, nato a Chambéry nel 1334 e morto nel 1383. È passato alla storia con questo soprannome perché a 19 anni, partecipò ad un torneo, interamente vestito di verde, perfino il drappo che ricopriva il cavallo.
Da quel momento, benché i Savoia avessero come emblema della casata un'aquila nera in campo oro e una croce bianca in campo rosso, prerogativa concessa dal papa per la partecipazione alle crociate, egli impose il colore verde ad ogni cosa: arredamento del palazzo, armatura, gualdrappa dei cavalli, abbigliamento degli scudieri e dei suoi servi.
Personaggio di spicco e esempio significativo di cavaliere feudale, era figlio primogenito di Aimone di Savoia. Alla morte del padre, egli aveva soltanto 9 anni, per cui, in sua vece, governarono i cugini, Ludovico II di Savoia-Vaud e Amedeo III conte di Ginevra. I due reggenti si dimostrarono incapaci di gestire la reggenza a tal punto da non essere in grado di impedire che il Ducato di Milano si impadronisse di alcuni feudi piemontesi, dipendenti dai Savoia.
Quando nel 1350, Amedeo VI iniziò a governare, esso si dette prova di essere molto più abile dei due cugini. Infatti, egli capì che per riuscire ad ingrandire la contea sarebbe stato necessario assicurarsi l’alleanza della Francia o dell’ Inghilterra. Quando nel 1355, gli Inglesi invasero la Francia, il Conte Verde si alleò con i Francesi e, per consolidare questo legame, sposò la nipote del re di Francia. In cambio, egli ottenne il permesso di invadere ed annettere alcuni territori del Delfinato. Quattro anni dopo, ingrandì ancora di più la Savoia, acquistando il feudo di Vaud. Sei anni più tardi, l’Imperatore di Germania lo nominò vicario imperiale della Savoia e dei feudi di Losanna, Ginevra, Torino, Aosta e Ivrea. Il riconoscimento era molto importante perché da allora in poi, il Conte Verde avrebbe potuto regnare su tutti questi territori in nome dell’Imperatore.

Successivamente, entrò il guerra con il cugino Giacomo di Savoia, signore del Piemonte che non voleva piegarsi al volere del Conte in quanto si faceva forte di alcuni privilegi imperiali. Le ostilità terminarono con la vittoria di Amedeo VI il quale, però, viste le ostilità della popolazione, restituì il Piemonte al cugino facendogli giurare di essergli un suddito fedele e quindi riducendolo all’obbedienza
Dopo aver ingrandito i suoi domini, egli decise di assentarsi e partire per Costantinopoli, in aiuto all’ Imperatore d’ Oriente, minacciato dai Turchi in cui mostrò le sue capacità di condottiero.
Rientrato in patria, venne a sapere che Filippo, succeduto al padre Giacomo di Savoia nella signoria del Piemonte, non intendeva più sottostare alla sua autorità e per questo si stava alleando con i Visconti per far guerra al cugino. La reazione di Amedeo VI fu immediata: fece arrestare il signore ribelle e riescì a farlo condannare come traditore.
Nel 1372, scoppiò una guerra fra il papa e i Visconti di Milano. Il Conte Verde vide in ciò un’occasione per ingrandire ulteriormente i propri possedimenti e strinse un’alleanza con il papa. Resosi conto che, a causa della superiorità numerica dell’avversario, non sarà possibile sconfiggere le forze viscontee, decise di ricoprire il ruolo di intermediario fra i due contendenti, cercando di ottenere concessioni da entrambi le parti.
Un’altra buona occasione gli si presentò dieci anni più tardi quando Luigi d’Angiò stava organizzando una spedizione contro Carlo III di Durazzo che gli aveva usurpato il trono di Napoli. Amedeo VI intervenne a fianco di Luigi d’Angiò, ottenendo in cambio un’alleanza contro i Visconti di Milano, i nemici più temibili dei Savoia. I due eserciti partirono in direzione di Napoli e la città viene raggiunta dopo tre giorni di dura marcia. Purtroppo, un’epidemia scoppiò improvvisamente fra i soldati e attaccò lo stesso Conte Verde che morì il 1°marzo del 1383. Il suo corpo riposa dell’abbazia di Hautecombe, in Savoia.