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Duca degli Abruzzi

Terzogenito di Amedeo Duca d’Aosta e di Maria Vittoria, principessa dal Pozzo della Cisterna, Luigi di Savoia, duca degli Abruzzi, nacque a Madrid nel 1873. Il re d’ Italia Umberto I era fratello del padre e Emanuele Filiberto e Vittorio Emanuele, sue fratelli maggiori.
Rientrato quasi subito dopo la nascita a Torino, a quattro anni, rimase orfano di madre e fu affidato alle cure della zia, la regina d’Italia Margherita, con la quale dividerà la passione per la montagna
A 15 anni iniziò i corsi normali all’Accademia Navale di Livorno che seguì con notevole profitto.
A 17 anni partì per il suo primo viaggio verso l’America del Sud a bordo della nave-scuola Amerigo Vespucci. In seguito, viaggiare ed esplorare terre sconosciute fu il suo sogno. D’altra parte, nessun ostacolo lo arrestava perché non aveva vincoli familiari che lo trattenevano.
La sua prima vera spedizione ebbe come obiettivo il monte St. Elias alla frontiera fra Canada e Alaska nel 1897. Due anni dopo programmò di raggiungere il Polo Nord che solo Nansen, prima di lui, aveva tentato di raggiungere. La spedizione partì nel 1899 da Oslo (che allora si chiamava Cristiania). Raggiunta l’isola Rodolfo vi sbarcò per passare l’inverno. I ghiacci circondarono e strinsero la nave a tal punto che a stento poté essere salvata. Durante un giro di perlustrazione, la temperatura si abbassò bruscamente per scendere fino a -20 e lo stesso Duca degli Abruzzi ebbe due dita congelate che dovettero essere amputate. Per questo motivo dovette rinunciare al suo sogno di raggiungere il Polo. Negli anni successivi, i viaggi in mare si alternarono alle ascensioni in montagna. Nel 1902 intraprese una crociera intorno al mondo che durò 20 mesi e quattro anni più tardi, si dedicò all’esplorazione del massiccio del Ruwenzori, in Africa, scalando per primo la vetta. Nel 1909 partì per una spedizione sul K2, la seconda vetta del mondo nell’ Himalaya, ma la montagna si dimostrò inaccessibile e raggiunse, in sostituzione, il Bride Peak di 7654 metri.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, fu nominato comandante in capo delle forze italiane, francesi ed inglesi che operavano nel mare Adriatico. Tuttavia a causa di rivalità insorte fra i comandanti francesi ed inglesi che erano alle sue dipendenze, nel 1917 preferisce lasciare l’Armata.
Si stabilì, allora, in Somalia, a circa 500 chilometri da Mogadiscio. Nella zona fece costruire dighe, canali, ferrovie, dando così avvio alla colonizzazione italiana e sviluppando soprattutto l’agricoltura.
Le fatiche e le sofferenze a cui era stato sottoposto,avevano lasciato traccia sul corpo e al ritorno in Italia fu colpito da una grave malattia e quando il duca si rese conto di essere alla fina della vita, preferì ritornare in Somalia, nel villaggio che portava il suo nome Villabruzzi che per lui rappresentava l’unica vittoria. Morì a 60 anni nel 1933
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