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La crisi dello Stato

Le attività principali dei signori erano la guerra, l’amministrazione della giustizia,la riscossione delle tasse, l’organizzazione del lavoro e dei contadini.
Inoltre i signori,sia laici che ecclesiastici, strinsero rapporti particolari con altri cavalieri e uomini d’arme,che diventarono i loro sottoposti, i loro vassalli.
In questa società, nacque il feudalismo ,basato su un rapporto gerarchico tra i signori , i vassalli e i contadini. Il feudalesimo fu il modo con cui si organizzò la società , fu anche il tentativo con cui i re e l’imperatore tentarono di organizzare i loro stati.
Molto spesso però il feudalesimo non fu già una gerarchia di poteri disciplinati fra loro bensì fu un’anarchia di signori,di potenti locali in lotta tra loro.

Le corporazioni

Le esportazioni e il commercio dell’Occidente non furono più limitati agli schiavi e alle materie , ma riguardarono in misura sempre maggiore i prodotti finiti dell’artigianato: tessuti di lana soprattutto, armi e molte altri merci.
Qui si filava e tesseva la lana destinata ad essere venduta, si costruivano nevi, si producevano panni di fustagno fatti di cotone misto con lino, armi, carta.
L’orario di lavoro non era particolarmente pesante : oscillava per tutti fra le 8 e le 13 ore giornaliere.
Rinacquero le corporazioni di mestiere che il tardo impero romano aveva reso obbligatorie e aveva usato come strumenti per amministrare le città.
Ma la rinascita delle corporazioni adesso era un fatto profondamente diverso, spontaneo e non imposto dall’alto ,promosso direttamente dagli appartamenti ai vari mestieri per la tutela dei loro interessi professionali,per ottenere protezione e privilegi.
Le corporazioni medievali furono quindi diverse dalle corporazioni del tardo impero romano .

I mercanti

La moneta d’argento introdotta dai Carolingi aveva avuto una costante svalutazione.
La lira che ,al tempo di Carlomagno corrispondeva a circa 408 grammi di argento,nel 1250 a Venezia corrispondeva a 20 grammi di argento. Per ovviare a questo inconveniente,reso più grave dal fatto che i denari avevano un peso argenteo diverso da paese a paese,e per venire incontro agli accresciuti bisogni del commercio, alla fine del XII vennero coniate le cosiddette monete forti che prima esistevano solo presso gli Arabi e i Bizantini: il grosso d’argento e ,subito dopo, la moneta d’oro,ad opera dei grandi comuni come Firenze,come Genova,come Venezia, e ad opera delle monarchie, come Spagna, Francia, Inghilterra, Germania.
Venne inoltre introdotta, la lettera di cambio. Tuttavia il denaro,che a partire dal secolo XII era ormai diventato il più forte strumento per conseguire la potenza.
Una delle grandi vie di traffico seguite dai mercanti continuò ad essere il Mediterraneo orientale per gli scambi con l’Oriente;scambi esistenti ormai da secoli,ma adesso resi molto più cospicui dalle accresciute ricchezze e dalle accresciute richieste dell’Occidente.
Il Mediterraneo orientale continuò ad essere dominato dalle città marinare italiane:da Venezia, cui si aggiunsero Pisa e Genova, mentre le città meridionali dopo il 1000 entrarono presto in decadenza.
Oltre al Mediterraneo orientale, grande importanza acquistò anche la via che, attraverso il Baltico e il Mare del Nord,collegava fra loro la Russia, la Scandinavia, l’Inghilterra e la Finlandia e la Fiandra.
Verso la metà del secolo XII alcune di queste città si unirono in una confederazione,detta Hansa, e raggiunsero la massima fioritura nei secoli XII e XIV.

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