Genius 13137 punti

Il Feudalesimo

Nel secolo XV, non esistevano Stati nazionali paragonabili a quelli moderni, con confini precisi, legislazioni, amministrazione, eserciti unitari, lingua comune. Ciò che caratterizzava il panorama europeo era la frammentazione politica e territoriale che era tipica del feudalesimo.
Già Carlo Magno, per compensare i guerrieri che lo avevano sostenuto nelle imprese, aveva assegnato loro in godimento porzioni di territorio, che venivano chiamati feudi. Questi domini feudali divennero in seguito ereditari; non solo, ma i grandi signori assegnarono a loro volta successive porzioni di territorio a loro fedeli seguaci, e questi ancora ad altri minori (vassalli, valvassori, valvassini).
Lo Stato feudale, caratterizzato da un debolissimo potere centrale, contrastato dal potere locale della miriade di feudatari, che nei propri territori sono dei veri sovrani, con il diritto di esigere imposte, di battere moneta, di assodare milizie, di amministrare la giustizia. Questi signori si trovano spesso in conflitto fra loro e con il loro sovrano, determinando un clima di perpetua instabilità politica, che a volte sconfina in una vera e propria anarchia. Solo molto avanti, nel XIII secolo, cominceranno a delinearsi gli Stati assoluti di tipo moderno, con un forte potere centrale, un apparato burocratico e un esercito.

Oltre all'anarchia feudale, un altro fattore di instabilità nel panorama della stoia medievale è costituito, dopo il Mille, dal conflitto tra la Chiesa e l’Impero per il diritto di conferire l’investitura ai vescovi, che erano dei veri e propri signori feudali. Fu una lotta in cui le due potenze si logorarono, e da cui derivò in gran parte la crisi che ne minò l’autorità sul finire del Medioevo.

Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email