Genius 19188 punti

Berengario II

Negli ultimi anni del suo regno, Ugo di Provenza fu costretto dai suoi feudatari ad associare al suo regno il figlio Lotario, sotto la tutela di Berengario, marchese di Ivrea e figlio di Berengario 1°. Nel 947, alla morte del padre, Lotario II° iniziò a governare da solo, ma tre anni dopo morì improvvisamente e la sua fine desto il sospetto che fosse stato lo stesso Berengario a farlo avvelenare. In questo modo, il marchese d’Ivrea poté salire al trono e diventare re d’Italia con il nome di Berengario II°.
Assunta la corona, si trovò di fronte ad una situazione che nessuno dei suoi predecessori aveva mai dovuto affrontare: la difesa del regno dalle mire dei sovrani tedeschi che, fra l’altro, avevano conservato in Italia il feudo di Verona e di Aquileia. Infatti, il re di Germania Ottone I° si proponeva di ricostituire in Europa l’Impero di Carlo Magno. La grave minaccia non si fece attendere a lungo perché nel 951, Ottone I scese in Italia con un potente esercito. Berengario II sperava nell’aiuto dei feudatari, ma questi ultimi, impauriti dallo spiegamento dell’esercito imperiale, decisero di non intervenire nella lotta. Rimasto solo, Berengario II fu costretto a ritirarsi nella sua Marca di Ivrea e per non perdere il regno si umiliò a tal punto da considerarsi vassallo di Ottone I. Ma tale atto di sottomissione, in realtà, era soltanto uno stratagemma perché una volta che Ottone I fu rientrato in Germania, per occuparsi di alcuni problemi tedeschi molto urgenti, Arduino si mise subito all’opera per organizzare la rivincita. Nonostante le promesse fatte, non solo egli riprese a governare da sovrano indipendente, ma decise anche di invadere i territori dello Stato della Chiesa. Intanto, prevedendo una nuova discesa in Italia dell’Imperatore, cercò di stringere un’alleanza con i più potenti feudatari italiani. Nel 961, l’Imperatore, su richiesta del Papa che si sentiva minacciato, scese di nuovo in Italia con il chiaro intento di punire il suo feudatario ribelle. Quest’ultimo si rinchiuse nella fortezza di San Leo (che per pochi anni diventò automaticamente capitale del Regno Italico), nelle vicinanze di Pesaro, dove sostenne per molti anni l’assedio delle truppe nemiche. La superiorità sia numerica che tattica degli avversari lo costrinse alla resa. Fatto prigioniero, Berengario II fu mandato in Germania, dove morì nel 966. Con la sua sconfitta, il Regno Italico perdeva l’ indipendenza e passava sotto il dominio dei re germanici i quali assumevano anche il titolo di Re d’Italia.
Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email