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All’inizio dell’anno Mille, l’Europa era un’area depressa e sottosviluppata, gli scambi avvenivano quasi esclusivamente con il baratto e l’economia era curtense.
Però dalla seconda metà dell’anno Mille, vi fu un progressivo sviluppo economico, dal quale scaturì un incremento demografico. Vennero introdotte nuove tecniche agricole, come la rotazione triennale. Inoltre si diffuse anche l’utilizzo del collare a spalla per il traino e la ferratura degli zoccoli dei cavalli; il mulino ad acqua e a vento.
In questo contesto un ruolo molto importante lo assunsero i monaci circestensi, ispirati al modello benedettino (ora et labora) lavoravano nei campi, infatti, ben presto le loro abbazie divennero aziende agricole all’avanguardia.
Una conseguenza delle innovazioni agricole furono l’aumento dei prodotti che consentirono la ripresa dei commerci, che diede vita a una nuova classe sociale: la borghesia, formata da mercanti e artigiani (i nuovi ricchi). Inoltre, la fine delle guerre indusse la maggior parte della popolazione a tornare nelle città, dove si erano sviluppati i borghi. Per evitare che le città, ora molto popolate, prendessero il sopravvento sulle campagne, i proprietari terrieri concessero parti dei loro possedimenti ai contadini, si formò dunque una nuova classe sociale di contadini liberi e piccoli proprietari. Mentre durante l’Alto Medioevo la mentalità era chiusa e arretrata, a causa delle guerre, delle carestie, dell’assenza del commercio e gli unici detentori del sapere erano gli ecclesiastici, invece, durante il Basso Medioevo il benessere e la tranquillità generarono una curiosità per la ricerca. Inoltre, grazie alla ripresa dei commerci, la mentalità si apre mediante il confronto con le altre popolazioni e si distacca dalla chiesa diventando più laica.

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